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Agitazione psicomotoria: come gestirla


Giovedì 30, Agosto 2012
in  La Memoria del Cuore



I sintomi comportamentali costituiscono un problema clinico di non sempre semplice gestione, nonché una pesante fonte di stress e sovraccarico assistenziale per i familiari. La presenza di disturbi comportamentali, inoltre, contribuisce a peggiorare ulteriormente il livello di autonomia nelle attività quotidiane già compromesso a causa dei deficit cognitivi.


Nella demenza di Alzheimer possono essere presenti: agitazione, aggressività, vagabondaggio (wandering), deliri, disturbi del sonno (insonnia o inversione del giorno con la notte), depressione. Altri sintomi non cognitivi comprendono le modificazioni della personalità, l'alterazione dell'alimentazione (fame eccessiva oppure inappetenza), le allucinazioni, il peggioramento dello stato confusionale nel corso del tardo pomeriggio, nonché le reazioni esagerate o catastrofiche. Altri sintomi, ancora, consistono nella sospettosità, nell'apatia fino al mutismo, nella ripetitività, nell'uso di linguaggio osceno o scurrile, nel rifiutare l'assistenza, nel nascondere le cose, nel trascorrere la giornata in modo affaccendato manipolando oggetti o parti dei propri vestiti (affaccendamento).


Agitazione psicomotoria. I pazienti dementi frequentemente si presentano agitati sia dal punto di vista motorio che verbale. Tuttavia l'agitazione puó essere l'espressione o la spia di altre condizioni di malattia quali il dolore, la stitichezza, la presenza di un infezione o è da collegare alla presenza di depressione. Il comportamento agitato nelle persone affette da demenza è presente in percentuali variabili (dal 25% al 93%) a seconda degli studi, sembra manifestarsi maggiormente durante la vestizione, le pratiche di igiene, durante la somministrazione dei farmaci o quando i pazienti vengono messi a letto. Dal momento peró che questi atti quotidiani devono comunque essere svolti, è opportuno rimanere il più possibile calmi, parlando con gentilezza, si puó ricorrere alla distrazione del malato per compiere le manovre necessarie, ammortizzando le sue reazioni aggressive. Per ogni persona esiste qualcosa di interessante ed attraente, questo vale anche per chi ha problemi di memoria: puó essere una vecchia canzone o una filastrocca, una preghiera, l'importante è che sia concentrato su qualcosa di alternativo. In ogni caso sembra inutile insistere se la prima risposta è stata negativa, si puó allora rinviare ad un secondo momento la proposta ed eventualmente, se possibile, cambiare la persona che ha proposto una certa attività. Talvolta la semplice vicinanza di un familiare o di un operatore è sufficiente per eliminare il sintomo. In questi casi non si deve discutere: non si tratta di collera o aggressione deliberata nei confronti di chi assiste bensì di un sintomo dovuto alla malattia, alla confusione, al fatto che la persona è oppressa da situazioni che eccedono la sua capacità di affrontarle o controllarle.


Elena Boetti

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