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Domenica 11 marzo 2018


Giovedì 8, Marzo 2018
in  Il Vangelo della Domenica


Il ricordo di Te è la nostra gioia. Questo sarà il versetto responsoriale del salmo di domenica prossima, liturgia che desidera ravvivare la consapevolezza del sapersi salvati, amati da Dio, aprendoci alla gioia. 
Il ricordo di Dio, del Suo sguardo posato su di noi, dell'opera della Sua salvezza, del Suo amore è fonte di gioia, di vita. Sappiamo bene come molto del nostro percorso, delle nostre scelte sia dipeso da uno sguardo che ci è stato offerto, donato. Tutti quanti siamo stati sensibili al modo in cui siamo stati visti, se con uno sguardo di benevolenza o di minaccia, di amore o di odio, di fiducia o di sospetto. E a seconda dello sguardo, alcune 'possibilità' si sono aperte e altre no. 
Così anche nel nostro presente lo sguardo di chi ci sta attorno, delle persone a cui vogliamo bene, degli amici o anche semplicemente delle persone che frequentiamo, condiziona il nostro agire e, a seconda dello sguardo che percepiamo, ci sentiamo più o meno liberi di esporci, di metterci in gioco o di chiuderci in noi stessi. 
Ora la liturgia di domenica prossima ci desidera mostrare quale sia lo sguardo che Dio ha nei confronti di ogni uomo. Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio... non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Dio non condanna, ma ama, salva, giustifica!
L'amore di Dio si fa dono nella vita di Gesù Cristo. Egli si è fatto prossimo dei deboli, dei poveri, degli ammalati, degli indifesi, dei peccatori, offrendo loro uno sguardo di benevolenza, uno spazio vitale perché ognuno potesse 'vivere', potesse venire alla luce senza paura di essere rifiutato, rigettato, respinto. Uno sguardo d'amore fa  fare percorsi di verità su se stessi, fa 'venire alla luce', facendo fuggire le tenebre e facendo scomparire il timore. 
È forse l'esperienza dello stesso Nicodemo. Nei versetti che precedono il brano di Vangelo che ascolteremo, l'evangelista Giovanni  riferisce che Nicodemo va da Gesù di notte. Quest'uomo, capo dei Giudei, si recó in un orario nel quale potesse non essere visto dai suoi, per la paura di esporsi, ma a lui Gesù, sebbene rivolga parole provocatorie, rivolge al tempo stesso uno sguardo di misericordia, e parole cariche del messaggio di amore e benevolenza per tutti gli uomini. L'uomo deve 'rinascere dall'alto', deve lasciarsi generare dallo sguardo di Dio Padre. Allora ogni timore e ogni paura scompare, e ció che importa è fare della propria vita una risposta a questo amore, facendosi, ad immagine di Gesù, dono per gli altri. È forse il percorso di vita di Nicodemo. Lo ritroveremo alla fine del vangelo come uomo cambiato che non ha timore di esporsi, di mettersi pubblicamente dalla parte di Gesù, abbandonato da tutti ed ucciso sulla croce.
Lasciamoci raggiungere anche noi da questo sguardo, e con gioia, guardiamo il mondo e gli altri con lo sguardo di Dio. 
Buona domenica!    

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