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Domenica 16 luglio


Giovedì 13, Luglio 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Chi ha orecchi ascolti... chi ha orecchi lasci che questa parabola capti tutta il nostro interesse e che la nostra attenzione si lasci invadere dallo stupore della potenza di un seme che, gettato in abbondanza, germina per sua propria potenza ed è in grado di portare frutto, pienezza di vita. 
Gesù infatti questa domenica ci invita a lasciarci stupire per tre cose. 
Innanzitutto dalla bontà del Seminatore, dalla bontà di Dio che getta con fiducia, e senza avarizia, moltitudini di semi. Egli non è un grande calcolatore, in Lui esiste solo 'abbondanza' che elargisce a piene mani. Il nostro Dio è un seminatore instancabile, prodigo di vita. Ogni giorno esce per raggiungere il suo campo, ogni giorno, instancabilmente, offre ai suoi figli l'abbondanza di quello che Lui stesso è: vita, amore, misericordia. Bellissimo il salmo 65 che proclameremo domenica... evoca questa abbondanza! 
Poi l'invito a lasciarci stupire perchè questa abbondanza di vita, amore e misericordia passa attraverso un qualcosa di molto piccolo: un seme. Qualcosa di poco visibile, o forse anche di molto ordinario eppure con una potenzialità immensa.  Una semplice parola, quella ascoltata dal testo sacro della Bibbia, come pure quella che passa attraverso un incontro con un membro di famiglia, con un amico, o uno sconosciuto. Oppure attraverso un gesto di cui si servono i Sacramenti, così come anche dei gesti che veicolano una prossimità offerta o ricevuta nel corso delle nostre giornate.
Infine l'invito a lasciarci stupire anche dalla fecondità di una terra che, curata e divenuta capace di accogliere, rende possibile l'attuarsi delle potenzialità di questo seme. Il seme non germoglia se non entrando a contatto con un terreno.
Se è necessaria la consapevolezza della prodigalità del Seminatore e della potenzialità della semente, è al tempo stesso importante creare le condizioni dell'ospitalità di un terreno, perché questa 'vita seminata' possa prendere radici e scendere in profondità. 
Il Signore ci pone di fronte ad una  verità: noi siamo quel terreno che accoglie il seme, e spetta a noi lavorarlo affinchè distrazioni, difficoltà o tribolazioni, preoccupazioni mondane o seduzione di ricchezze non soffochino il seme di Vita che ci viene offerto sia nella Parola come negli eventi e negli incontri della vita quotidiana. Per certi versi siamo chiamati a vivere come Maria, attenta a custodire e far fruttificare quanto il Signore le dava di vivere. 
Allora oggi per noi alcune domande: siamo veramente consapevoli dell'abbondanza della 'semente di vita' che il Signore quotidianamente ci offre? Con quali disposizioni accogliamo la Parola o le sfide che quotidianamente ci sono donate? Da quali pietre o erbe infestanti sono ingombrati i nostri cuori? Il Signore ci aiuti a preparare un terreno ben disposto ad accogliere e far fruttificare i suoi doni. 
Buona domenica!

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