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Domenica 20 maggio 2018


Giovedì 17, Maggio 2018
in  Il Vangelo della Domenica


Domenica prossima celebreremo la solennità della Pentecoste, nella quale la Chiesa si sofferma a contemplare il dono dello Spirito Santo sugli apostoli. Negli Atti degli Apostoli, infatti, viene raccontato che i dodici, riuniti nel Cenacolo cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Cristo, ricevettero lo Spirito Santo promesso da Gesù nell'ultima cena. Ricolmi di Spirito Santo, questi discepoli cominciarono ad annunciare la buona novella in 'altre lingue' raggiungendo tutti coloro che erano presenti in Gerusalemme, sebbene fossero stranieri, e raggiungendoli nel modo in cui 'lo Spirito dava loro il potere di esprimersi', rendendo a tutti comprensibile l'agire di Dio nella storia dell'uomo, attraverso la vita di questi umili testimoni. 
Al di là delle modalità in cui questa proclamazione avvenne, al di là delle lingue nelle quali i discepoli furono capaci di esprimersi, ció su cui è importante rivolgere la nostra attenzione, credo sia il fatto che l'esperienza di Dio che i discepoli fanno, li rende capaci di esprimere la Vita Divina attraverso la loro stessa propria vita, in modo così naturale come se fosse la propria lingua materna, ossia riuscendo a comunicare alle genti, in modo semplice e incarnato, l'esperienza che li ha generati nella fede. 
Ma questo Spirito, che fu donato agli apostoli due mila anni fa, continua ad essere donato da Dio oggi.
Quella promessa che Gesù rivolse ai suoi e che noi ascolteremo proclamata nel Vangelo di domenica, è una promessa rivolta anche a ciascuno di noi. Suoi discepoli siamo anche noi, che desideriamo seguirlo con una autenticità di vita, e testimoniare la bellezza del credere in Lui. Ma saremmo pretenziosi se dicessimo di possedere in noi tutta la verità, di aver compreso tutto di Dio e di essere capaci di vivere secondo il Suo esempio. Nel cammino di sequela del Signore esiste una gradualità ed abbiamo bisogno di essere condotti per mano nella comprensione della verità tutta intera. 
L'esperienza degli apostoli puó essere per noi un esempio di come lo Spirito li ha condotti. Scandalizzati per la passione e la morte del loro Maestro, lo Spirito Santo li introduce gradualmente nella comprensione della verità e la bellezza dell'evento della salvezza compiuta da Gesù. La Sua morte non è stata una sconfitta, ma espressione estrema dell'amore di Dio, amore che nella risurrezione vince la morte ed esalta Gesù come Redentore dell'uomo. In questo cammino di comprensione, che non è rimasto al livello intellettuale, ma si è tradotto in vita, gli apostoli sono diventati autentici testimoni di questa buona notizia.  
Così anche le nostre vite, aperte al dono dello Spirito, possono diventare luogo fertile perché la Vita divina, seminata in noi dallo Spirito, possa portare frutto, che si manifesta nell'amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé. Il Signore realizzi in noi questa Sua opera! 
Buona Pentecoste!

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