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Domenica 21 maggio


Giovedì 18, Maggio 2017
in  Il Vangelo della Domenica


La liturgia continua a farci meditare le parole che il Maestro rivolse ai suoi discepoli in quella notte in cui fu consegnato nelle mani degli uomini per essere crocifisso. Il Signore sta per lasciare i suoi discepoli, ma non vuole abbandonarli senza averli rassicurati e consolati. Parole rivolte ai suoi discepoli, ma anche a noi oggi.
Innanzitutto il Signore ci dice che, lungo il corso delle nostre vite, non siamo lasciati soli, ma che Egli si fa intercessore presso il Padre, affinchè ci invii un altro Paraclito, ossia un altro Consolatore. L'evangelista Giovanni usa curiosamente l'espressione un 'altro' Consolatore. Ma non ha torto poiché il primo consolatore è stato Gesù stesso. Ai suoi discepoli Egli si è mostrato Via per il ritorno alla casa del Padre; con il suo popolo si è mostrato Verità, mettendo a nudo le menzogne; a tutti si mostra Vita alla quale attingere a piene mani! In Gesù, l'uomo ha avuto accesso al cuore di Dio, è stato reso partecipe della Vita Divina. Questa è fonte di consolazione. Ma ora il Signore promette un altro Consolatore, lo Spirito Santo, che offre la pienezza della Vita, che dona tutto il Suo Amore e che non solo resterà con noi, ma dimorerà in noi, per sempre! 
Nel promettere l'invio dello Spirito Santo Gesù non solo vuole rassicurarci della Sua presenza, ma ci indica nuovi orizzonti: le nostre vite devono essere prolungamento della Vita Divina. Ma cosa significa? Nel linguaggio di Dio, 'Vita Divina' si declina con il termine 'amore', termine oggi inflazionato, ma che sulla bocca e nella vita di Gesù non è mai banale. Amore è dono, è gratuità, è reciprocità, è servizio, è comunione. L'uomo raggiunto da questa Vita Divina, da questo amore di Gesù, l'uomo che accetta di divenire dimora dello Spirito Santo, viene rinnovato, vive da persona redenta, perché è chiamato ad amare! 
È un'esperienza che, credo, tutti abbiamo fatto nella vita. Essere raggiunti da uno sguardo d'amore è ció che ci ha permesso di crescere, poiché è proprio questo sguardo d'amore che ci ha offerto uno spazio vitale di fiducia, ci ha spronato ad essere migliori, ci ha immesso il desiderio di essere simili a colui dal quale siamo amati. Probabilmente è stato così nelle nostre famiglie, nell'incontro con delle persone che ci hanno cambiato la vita. Ma ció è profondamente vero soprattutto nell'incontro con l'amore di Dio, che ci rinnova e che ci rigenera dal profondo. 
Essere raggiunti da questa Vita Divina, da questo Amore ha come conseguenza l'osservanza dei suoi comandamenti: non è un obbligo ma una conseguenza. Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Raggiunti infatti da questo amore, cresce in noi il desiderio di essere simili a Colui dal quale siamo amati, a fare come Lui: amare come Lui ci ha amati... è questo il Suo comandamento, l'unico! E è nel realizzare questo nella nostra vita che il prolungamento della Vita Divina si manifesterà. 
Buona domenica!

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