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Domenica 22 ottobre


Giovedì 19, Ottobre 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Questa immagine e l'iscrizione di chi sono?
Con una semplice domanda Gesù smaschera il tranello che i farisei e gli erodiani volevano tendergli. 
La domanda a lui rivolta lo metteva in una situazione non facile: essi cercavano di far esporre Gesù a favore o contro l'impero. Pagare il tributo o no? Essere schierati a favore o contro i romani? Qualsiasi tipo di risposta in questo senso sarebbe stata passibile di accusa.
Gesù invece risponde loro con una sola domanda, che non serve semplicemente ad uscire da una situazione imbarazzante con le arti retoriche degne di un diplomatico. Come sempre, Gesù, con le sue parole - anche quelle più provocatorie e dure -  propone sempre nuovi orizzonti ai suoi interlocutori. 
Non risponde dunque direttamente alla domanda che gli pongono, ma avvia un processo di riflessione che ha conseguenze molto più ampie, che invita al coinvolgimento e ad assumere logiche nuove. 
Nella provocazione di Gesù vi è annunciato una sorta di principio: ogni cosa ha una origine, di questa origine ogni cosa ne porta l'immagine e a questa origine ogni cosa deve far ritorno. E per esemplificare questo principio chiede ai propri interlocutori di mostrargli le monete del tributo.
Ma sulla scia di questa stessa logica, nel chiudere il suo breve discorso, Gesù va al cuore della sua provocazione: 'rendete a Dio quello che è di Dio'. Dal momento che possono essere capaci di riconoscere il legame tra Cesare ed il tributo dovuto, perché non essere attenti al legame che unisce gli uomini a Dio? 
L'esortazione di Gesù, per similitudine, evoca delle domande: chi è portatore dell'immagine di Dio? cosa a Lui appartiene? Con una affermazione, dunque due provocazioni. 
La prima è la considerazione che l'uomo è fatto ad immagine di Dio. Non ci è difficile ritornare con la mente alle prime pagine della Bibbia, al libro della Genesi, dove viene detto che l'uomo è creato ad immagine di Dio e così, questa verità, è ripetuta a lungo in tutta la Scrittura. Siamo consapevoli che siamo e siamo chiamati ad essere sempre più ad immagine di Dio? e ancora di più: sono consapevole che il fratello che mi sta accanto è stato creato ed è per me immagine di Dio? Certo, forse mi è difficile crederlo quando sono posto di fronte ai miei limiti o alle contraddizioni dell'altro, ma la dignità dell'essere creato a Sua immagine rimane. E a questa 'immagine' è dovuto amore, rispetto! 
La seconda provocazione tocca in profondità le nostre relazioni e i nostri affetti. Tutto ció che porta l'immagine di Dio, a Lui appartiene.  Allora come mi pongo nella relazione con l'altro? Desidero trattenerlo per me o rispetto l'altro nella sua libertà, nella sua condizione di figlio di Dio? 
Il Signore ci accompagni questa domenica a riscoprire in noi e nei fratelli l'immagine di Dio e a fare verità sulle qualità delle nostre relazioni! Buona domenica!
padre Emanuele Marigliano

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