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Domenica 23 luglio


Giovedý 20, Luglio 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo?
Lo stupore dei servi è un po' il nostro stupore di fronte alle vicende del mondo, ma anche alle vicende più vicine alla vita di ciascuno di noi, quelle che ci sconcertano un po'. 
Consapevoli della bellezza della vita, siamo quotidianamente confrontati con quanto di bello o buono non è. Ci scandalizziamo facilmente per il male che c'è nel mondo, ma, ancora di più, facciamo fatica a riconoscere e ad accettare che nel nostro cuore sia presente della zizzania. Come è possibile? La constatazione di questo male, di questa imperfezione ci provoca e ci disturba. Desidereremmo avere un campo di solo grano, avere una vita impeccabile, per certi versi pura come puri sono tanti prodotti che troviamo nei nostri supermercati: cacao puro, cotone puro, lana pura... 
Ed invece Il Signore è molto più realista. Ci dice che nei nostri campi c'è grano e c'è zizzania: ma questo non è un problema!
La domanda dei servi potrebbe, certo, essere legittima: cosa fare? vuoi che andiamo a raccogliere la zizzania? Levare ció che c'è di male nel proprio campo, nella nostra vita, avrebbe senso e potrebbe essere una soluzione. In fin dei conti significherebbe impegnarsi di più, 'rimboccarsi' le maniche per poter vivere da perfetti. Ma il rischio è grande, per diversi motivi. 
Da una parte rischieremmo di confondere il nostro essere cristiani come un dover vivere da perfetti, quando invece la nostra identità profonda è quella di essere uomini 'salvati'. Il vero cristiano non è colui che è immacolato, ma è colui che con stupore, ogni giorno, si scopre salvato da Dio, dal suo amore, dalla sua misericordia. 
Dall'altra parte l'invito che il Signore ci rivolge questa domenica è di non focalizzare tutta la nostra attenzione sulla zizzania, su ció che ci puó essere di male nella nostra vita e nella vita dei nostri fratelli. A suo tempo verrà raccolta e gettata nel fuoco. Ma tutto questo non impedisce al grano di crescere. 
Ció che conta è il buon seme, è il grano ed è questo che deve attirare tutta la nostra attenzione, le nostre cure. Ció che rinvigorisce la speranza è la consapevolezza rinnovata della potenza di vita del seme che, nonostante la presenza della zizzania, porterà il suo frutto. Forse la nostra vita potrà essere meno perfetta, ma di certo più caritatevole, più mite, più umile...
Insieme al grano, questa domenica il Signore ci consegna altri elementi: il lievito, la senape. Elementi piccoli, semplici, tutti destinati ad essere nascosti sotto un po' della terra e della farina del nostro quotidiano. Ma elementi che hanno in sé la ricchezza e la potenza del Regno di Dio. A suo tempo il seme porterà frutto, la pasta lieviterà, non tanto per impegno nostro ma per potenza che è loro propria. A noi solo il compito di operare il bene, di seminare questo seme, di impastare la pasta, rivolgendo tutte le nostre attenzioni, cure ed energie ai germi di vita in noi e in tutti i nostri fratelli. 
Buona domenica!

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