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Domenica 24 settembre 2017


Giovedì 21, Settembre 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Dall'eccedenza del perdono all'eccedenza del dono. L'eccedenza: questo il filo conduttore che unisce queste domeniche, questa la caratteristica che emerge dai Vangeli e che ci parla di Dio. Dio è 'eccedente' nel perdono, Dio è 'eccedente' nel dono, Dio è 'eccedente' nell'amore. 
Domenica scorsa abbiamo contemplato un padrone che condona un immenso debito e siamo stati spronati ad imitare il gesto del padrone. La lingua che parla il nostro Dio è una lingua di misericordia e chi si mette alla sua scuola non puó far altro che parlare allo stesso modo. Perdonati illimitatamente, siamo chiamati a perdonare, con eccedenza. 
Domenica prossima invece ci viene presentata un'altra parabola. Incontriamo nuovamente un padrone, ed incontriamo dei servitori, chiamati a lavorare nella vigna del padrone. A tutti loro spetta il salario, ma con grande sorpresa dei servitori della prima ora, non esiste differenza di trattamento. A tutti viene dato lo stesso salario. Dove allora è il senso di giustizia? 
Questa domanda viene spontanea e l'evangelista Matteo la pone sulla bocca dei servitori. In qualche modo non possiamo negare di esserci trovati solidali, almeno qualche volta, con gli operai della prima ora, perché è facile identificarsi con chi subisce dei 'torti'.
Ma di torto qui non si tratta ed è quanto Gesù, attraverso il padrone della vigna, vuole comunicare ai suoi ascoltatori. Il padrone conviene con i servitori per un denaro al giorno, ed i patti sono rispettati. Ma ben al di la di una logica 'contrattuale', il messaggio che il Signore vuol far passare non è tanto quello dell'arbitrarietà del dono che il padrone è libero di fare, ma piuttosto delle caratteristiche proprie del dono di Dio e ne delinea due. 
Innanzitutto il dono di Dio non ha mezze misure, o proporzioni. Il padrone della vigna possiede un solo denaro e questo solo denaro è il salario promesso a tutti i lavoratori, siano essi venuti alla prima ora, sia all'ultima. Ossia Gesù usa questa immagine per dire che l'unico dono di cui Dio è capace è solamente il dono pieno di sé, nel Suo Figlio Gesù Cristo. Gesù si è donato agli uomini totalmente e non in parte, in modo proporzionale a quanto lo meritavamo. Per le strade di Galilea, nella Giudea, al cenacolo, sulla croce, o apparendo ai discepoli dopo la risurrezione, Gesù si è donato totalmente, per i giusti e per gli ingiusti, per i santi e per i peccatori. Nel suo cuore non esistono centesimi, ma solo un denaro intero!
Da questo si evince anche la seconda caratteristica del dono di Dio: la gratuità! Non c'è servigio, impegno, sforzo che possa giustificare o meritare il dono di Dio, esso è gratis, è grazia!
Il nostro compito è solo quello di entrare in questa nuova logica, e renderci disponibili ad accogliere questo dono... per anche noi fare come Dio, ossia per donarci totalmente e gratuitamente! 
Buona domenica!

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