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Domenica 26 marzo


Giovedý 23, Marzo 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Dopo aver 'dissetato' la samaritana con una Parola di Vita, questa domenica la liturgia ci farà contemplare la guarigione di un uomo cieco dalla nascita.
Una guarigione che, più che ridonare un qualcosa che aveva perso, è piuttosto un donare qualcosa di totalmente nuovo, che Gesù compie plasmando occhi nuovi con la terra, così come all'origine Dio aveva creato l'uomo con la polvere del suolo. Una nuova creazione!
Un miracolo che è un segno per il cieco, ma anche per tutti coloro che, in questa vicenda, si stringono attorno a Gesù. Siamo messi in guardia! Nella vita di ciascun uomo c'è il rischio di cecità: puó essere la cecità di chi disconosce il Signore, o quella di chi crede di conoscere il Signore ed il suo modo di agire nelle vite delle persone.
Il racconto che la liturgia ci propone (nella versione più estesa), comincia con l'interrogativo dei discepoli sul motivo della cecità dell'uomo cieco dalla nascita 'chi ha peccato, lui o i suoi genitori?', e più avanti i farisei sono preoccupati dalla trasgressione della norma del sabato da parte di Gesù, poiché il pio israelita non compie nessuna opera in giorno di sabato per non cadere nel peccato. In più per loro la testimonianza del cieco guarito non ha valore, poiché egli è nato nel peccato, per essere nato cieco.
Leggendo con attenzione, notiamo che al centro delle preoccupazioni dei discepoli di Gesù e dei farisei è il peccato. Un peccato che rende impuro, che separa dal sacro, e che è visto come chiave di interpretazione del male e delle fatiche del mondo. Sebbene possa esserci una parte di verità, Gesù prende le distanze ed invita a orientare la propria attenzione altrove, non sul peccato ma sulle meraviglie che Dio opera: 'né lui ha peccato, né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio'. In fondo i veri ciechi sono i farisei che non riescono a vedere le primizie del Regno di Dio che si instaura sulla terra, e si capisce la reazione di Gesù che dice 'se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane'. Sì, è proprio un peccato che i farisei non riescano a vedere l'opera di Dio! Dio è sempre all'opera!
In fondo, tutti noi rischiamo di cadere in questo tranello, ponendo tutta la nostra attenzione nel cercare là dove è annidato il male nelle nostre vite o nelle vite di chi ci sta accanto, e rimaniamo ciechi, perché ci lasciamo sfuggire la novità di vita che oggi, come in ciascun giorno della nostra vita, il Signore ci dona. Dov'è invece il bene preparato da Dio per la mia vita o per la vita del mio fratello? dov'è il bene che il Signore mi dà la possibilità di compiere?
La questione non è tanto di difendere la vita da ció che è impuro ma di accogliere nella vita ció che c'è di nuovo, e che il Signore largamente dona! Il Signore ci doni sempre nuovi occhi per vedere i germogli di risurrezione presenti nel mondo!
Buona domenica!

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