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Domenica 29 aprile 2018


Giovedì 26, Aprile 2018
in  Il Vangelo della Domenica


Domenica prossima tutta la nostra attenzione è orientata alle belle parole di Gesù, nella parabola della Vite vera e dei tralci. Lungo tutta la storia di Israele Dio si era preso cura del Suo popolo come un viticultore, fedelmente, si prende cura della sua vigna.
Ora Gesù, per mostrare questa fedeltà di Dio riprende l'immagine della vigna, come per dire: 'Dio ancora si prende cura della sua vigna'... ma non solo! Nel suo discorso Gesù stesso si identifica con la vite! La vite non è più il popolo d'Israele, ma Gesù! E questo annuncia una novità immensa. Tra Dio e l'uomo non c'è più distanza, perché mentre prima Dio era l'agricoltore e l'uomo la vite, ora Gesù dice che Dio è, certo, l'agricoltore ma anche la vite!
Identificandosi con la vite vuole rivelarci che Dio non è estraneo o distante dalla vita dell'uomo ma vivendo della stessa vita dell'uomo rende partecipe l'uomo della vita di Dio. Dio non abbandona la Sua umanità. Dio si incarna perché la vigna dell'Antico Testamento che era incapace di produrre uva buona, fosse innestata in un ceppo che dona vita ed e questo ceppo è il Cristo stesso che ha assunto la nostra natura umana. 
Nel proseguire del suo discorso Gesù afferma poi che noi siamo i tralci, e ci invita a rimanere in Lui. Ancorarsi al Suo amore perché la sua vita possa scorrere nelle nostre vene, nella nostra vita, nel nostro quotidiano. Questo è l'unico modo per portare frutto. 
Ma cosa significa, in fondo, rimanere in Lui? Cosa fare per rimanere nella Sua vita? Non grosse cose! Non dobbiamo fare grossi sacrifici o grosse imprese, fossero anche le più sante e le più benedette. Gesù ne indica una sola.  Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi... Custodire la Sua Parola, è l'unica cosa necessaria. Frequentarla, ossia leggere, confrontare la propria vita con la Scrittura, in particolare con i Vangeli, assumerne pienamente la logica. Familiarizzare con essi, farne diventare la preghiera del cuore. Come la goccia che piano piano scava la roccia e apre percorsi in terreni anche i più duri, così la Parola farà il suo corso nelle nostre vite, nei nostri cuori, anche quelli più duri ed incalliti.
Il solo desiderio di rimanere attaccati a Lui e alla Sua Parola, sarà la salvezza, sarà la vita!
Leggere non per una conoscenza intellettuale, ma leggere con lo sguardo rivolto alla vita di Gesù... cosa ha fatto? cosa ha detto? Quale gesto ha compiuto? E leggere tutto come se anche io fossi là con i discepoli, come se si rivolgesse a me. E di qui cominciare un dialogo con lui... in fin dei conti questa è la preghiera. Questo ascolto autentico diviene incontro con Gesù e trasforma il cuore, cambia la vita. Cominceremo allora a comportarci come Lui, ad avere uno sguardo sui fratelli e sul mondo come è il Suo! La linfa che scorre nella vite, il Cristo,  passerà anche nei tralci, che siamo noi. 
Il Signore compia in noi questa sua opera! 
Buona domenica!

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