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Domenica 30 aprile


Giovedì 27, Aprile 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Siamo nel cuore del tempo pasquale e la liturgia ci accompagna a meditare ancora quanto avvenne quel giorno nel quale il sepolcro fu trovato vuoto e un angelo annunció la risurrezione di Cristo. Ma di fronte a questa notizia i discepoli incontrarono delle difficoltà ad aderirvi, volendo avere prove concrete più che segni. 
Così gli evangelisti ci riportano diversi episodi che avvennero in quel giorno, e ci testimoniano della bontà di Dio che accompagna i discepoli a superare gli ostacoli a credere nella risurrezione di Cristo e a vivere come risorti! 
Domenica scorsa abbiamo contemplato il Cristo apparire ai discepoli che, per paura dei giudei, si erano rinchiusi nel luogo dove si trovavano. Paura forse di fare la stessa fine del loro maestro, senza avere la certezza tangibile della vittoria di Cristo sulla morte. 
Domenica prossima invece san Luca ci racconta di due discepoli sono in cammino verso Emmaus, lontano da Gerusalemme. A muovere i loro passi non è la paura, ma piuttosto la disillusione. Si attendevano un messia potente, come per certi versi Gesù si era dimostrato agli inizi del suo ministero: 'profeta potente in opere e parole'. Eppure questo grande uomo è stato condannato e ucciso, la sua missione fallita ed in fondo non si è dimostrato così potente come sembrava. 
Colui che poteva essere il liberatore, avere una voce più forte di quella dei romani, compiere delle opere più  grandi degli imperatori, da questo stesso potere forte è stato messo a tacere. 
Invece Gesù, sulla strada verso Emmaus, si fa pellegrino, compagno di viaggio di questi due uomini con l'orizzonte oscurato da aspettative non corrisposte. 
E se condivide il tratto di strada da loro intrapreso, al tempo stesso li accompagna per sentieri da lui stesso scelti, i sentieri della Parola di Dio come strumento di interpretazione del loro vissuto. La loro vita riletta alla luce della Parola prospetta nuovi orizzonti, infiamma il cuore, fa cogliere la presenza del risorto. 
Anche noi possiamo vivere nella disillusione di un Dio che sembra non intervenire nelle nostre vite con 'mano potente e braccio teso' e ci ritroviamo con i piccoli o grandi problemi di sempre, sentendoci forse un po' abbandonati da questo Dio che ancora ci immaginiamo e speriamo essere sempre più potente. Invece il nostro Dio, Colui che ci salva, non è più potente, poiché non è in concorrenza con i potenti di questo mondo, non è un Dio dalle risposte e soluzioni immediate, ma è al di la delle nostre logiche meschine. Si rivela Padre attento, presente, Dio paziente che rispetta i tempi dei suoi discepoli, tempi per accettare la perdita e far posto al dono di una nuova presenza e di un nuovo inizio. Un Dio che ci dona la sua Parola, alla luce della quale le nostre vite possono infiammarsi e ci dona il suo pane, quello di cui abbiamo bisogno. Consapevoli di questo, allora i nostri passi accelerano verso la Gerusalemme del Cielo, verso ed insieme ai nostri fratelli! 
Buona domenica!

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