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Domenica 9 aprile


Giovedì 6, Aprile 2017
in  Il Vangelo della Domenica


Con questa domenica entreremo nel cuore della nostra fede. La lunga lettura della passione ci accompagnerà nella contemplazione del mistero di Dio fatto uomo, che non teme di donare la propria vita per la nostra salvezza. 
Dio, in Cristo, si fa raggiungibile e vulnerabile da tutti gli uomini, anche quelli più lontani. 
Lo contempleremo nudo sulla croce, non solo perché i centurioni lo hanno spogliato, ma perché con la sua stessa vita Egli vuole proclamare che non esiste più alcuna barriera, alcun ostacolo tra Dio e l'uomo e che neppure l'odio rappresenta, per Dio, una minaccia. 
Dio non ci ha chiesto di fare il primo passo verso di Lui... è Lui che ci mostra l'esempio. San Paolo, scrivendo ai Filippesi, usa una immagine molto forte, ma al tempo stesso molto significativa:
'Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio... svuotó se stesso'. Gesù svuota se stesso, perché noi potessimo trovare spazio in Lui, perché nel suo cuore potessimo trovare una dimora accogliente. 
In Gesù è manifestato il desiderio profondo di Dio di entrare in relazione con l'uomo, al punto da svuotarsi, da rendersi vulnerabile. La Sua vulnerabilità è stata per noi la porta di accesso al cuore di Dio. Nel silenzio di Cristo sulla croce, apice del suo svuotamento, apice della sua vulnerabilità, Egli si lascia raggiungere da noi, trasfigurando anche ció che è segno di morte e di odio in un segno di amore e di vita. L'evangelista Giovanni riporterà infatti il dettaglio della lancia del centurione che trafigge il costato di Gesù, lancia che, creata per uccidere o ferire, strumento di odio o anche semplicemente di difesa, diviene strumento che ci apre alla vita. Dal costato ferito di Gesù infatti sgorgano acqua e sangue - segni dei sacramenti del battesimo e dell'eucaristia -  dai quali siamo rigenerati a vita nuova, e dal Suo cuore trafitto è come se uscissero le parole dello Sposo che nel Cantico dei Cantici (4,9[Volg.]) dice 'Tu hai ferito il mio cuore, tu sorella mia sposa, tu hai ferito il mio cuore'. Allora anche l'odio e la rivolta dell'uomo trovano spazio nel cuore di Dio, poiché Egli sa trasformarli, trasfigurarli in un bene, in qualcosa che genera vita! 
Ma la contemplazione della Passione del Cristo deve portarci a sposare anche noi questo 'movimento'. Dobbiamo osare, dobbiamo svuotarci per renderci vulnerabili, per renderci raggiungibili dai fratelli ma soprattutto da Dio che desidera ferire il nostro cuore con delle Parole di Vita.  Entrando allora nella Settimana Santa, mettiamo a tacere le tante parole, i tanti pensieri, ogni giudizio e pregiudizio... facciamo silenzio e contempliamo l'amore del Cristo crocifisso...  che in noi si crei uno spazio, in cui Dio possa dimorare per poter trasformare le nostre vite! 
Buona domenica e buona settimana santa!  

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