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Elogio della galletta


Giovedì 10, Dicembre 2015
in  Leggere con gusto


Il rumore della galletta che viene stritolata in bocca è un rumore che dà un senso di piacere e di pienezza. Da bambina, mi piaceva molto sgranocchiarla per sentire sotto i denti lo sgretolarsi della pasta. Mi piaceva addentarla e morderne i contorni, capitozzarla. Un modo divertente di passare il tempo. Oggi, continuo con questo passatempo con una sottile perfidia: vedere la mia vittima prostrata, ko.


Paolo Monelli nelle sue Centonovelle dedica un raccontino alla galletta e ne fa un feticcio.


La paragona ad una scatoletta di carne: 'Ricevete, signorì, l'una e l'altra con l'obbligo assoluto di non mangiarla e non aprirla neanche con certe fami da lupi. La galletta è sacra e si comincia a sgretolare solo quando arriva l'ordine. Ora, mamma, non hai da temere. Mi han dato per il viaggio questa galletta, non trovando lì per lì una pagnotta, Eccola: è tua'.


Galletta sacra. Così il soldato Bandino Bandini, in una breve licenza a casa, regala alla madre l'alimento che non ha toccato.


Che diventa sacra, riposta nel cassetto, come una reliquia e la madre la guarda di tanto in tanto e la bacia. Era perfetta 'un quadratino, una formella biscottata d'una precisione geometrica, d'una durezza a tutta prova, d'una grazia- per via dell'ordine di quei buchi- da far pensare all'eleganza d'una trapunta di seta e all'arcaismo del divanetto su cui sedeva'.


Incorruttibile, nel tempo.


Le tante forme delle gallette: a cuore, quadrate, rettangolari, a rombi. Dolci matematici, geometrici. Leggere, pesanti, ipocaloriche, senza zucchero, contro il colesterolo, di frumento, di crusca, al cioccolato o senza. Gallette di tanti colori.


Gallette per anziani e per bambini: più friabili, meno friabili, più dure.


Gallette sinonimo di infanzia. Una delle mie tante zie amava farle con farina ed uova. Tante losanghe tagliate sottili che venivano deposte in piastre e messe inforno. Il profumo che inondava la casa era impagabile: croccanti, brunite, cosparse di zucchero a velo erano la chicca della merenda preziosa, dei giorni di festa.


Anche il rumore era diverso: più fine, più delicato, meno invasivo.


Oggi i nostri bambini non usano questo nome. I biscotti le hanno sostituite, relegandole al passato, al desueto. Biscotto è uomo, virile e pomposo, galletta è donna meneghina, un po' ciabattona, rumorosa.


Corinne Albaut, che scrive filastrocche per bambini golosi, ne confeziona una sui 'quadrati' nobilitando i biscotti di oggi sostitutivi di quelli di ieri:



Amo il mio cuscino,


un morbido quadrato


dove mi addormento


e sogno beato.


Mi piacciono i biscotti


burrosi e quadrati,


se conti fino a tre


io li ho già mangiati.



In fondo la golosità non ha nome, non ha tempo.

 

cetta berardo

 

 

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