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L'Immacolata madre di Gesù nel Corano


Giovedý 17, Dicembre 2015
in  Arte & Fede


«E quando gli angeli dissero a Maria/'O Maria! In verità Dio ti ha prescelta e ti ha purificata e ti ha eletta /su tutte le donne del creato'» (Corano: III, 42)


L'icona di Maria e quella della Natività di Gesù, sono tra i temi prioritari per l'arte, raffigurati sin dal II-III secolo, cantati, narrati in ogni tempo. Opere incantevoli e coinvolgenti esprimono nel 'Presepe' il mistero dell'Incarnazione di Dio nella Vergine Maria. Una tradizione, questa della nostra cultura, nata in casa nostra, dagli inizi catacombali, a S. Francesco, al Seicento napoletano. Ad eccezione nei tempi tragici della persecuzione e delle soppressioni a sfondo ateo, il Presepe è sempre stato una realtà insopprimibile del Natale. E oggi? Nuovamente si vuole mettere a tacere, eliminare le manifestazione della Natività in ambiente scolastico per 'rispetto'- a chi?- per 'non offendere', si afferma, chi ha un'altra religiosità, per es. i mussulmani. Ci troviamo di fronte ad una panzana o per lo meno a un fatto di ignoranza di alcune concezioni mussulmane


'Il Corano - afferma Ali Akbar Naseri (ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran presso la Santa Sede. Conferenza all'Università di Catania) - conferisce a Maria una posizione particolare: in numerosi versetti e sure (capitoli) si parla diffusamente di Maria e di Gesù Cristo. Nel Corano esiste addirittura una sura intitolata a Maria (sura XIX), La suddetta sura di Maria, dal versetto 16 in poi narra la storia di Maria, di come ella, lontano dalla famiglia, mentre era nel tempio, protetta da un velo intenta al culto divino, vide apparire l'angelo di Dio, Gabriele, in forma umana. Maria davanti a lui si rifugió in Dio, ma l'angelo le disse: «Io sono stato inviato dal tuo Creatore affinché ti doni un figlio purissimo». Maria con stupore disse: «Com'è possibile, se mai ho avuto rapporti con un uomo e mai sono stata donna corrotta?». L'angelo rispose: «È volontà certa di Dio, ché per Lui è facile far nascere senza il concorso di un padre tale figlio che sia segno divino e fonte di clemenza per l'umanità» (Corano: XIX, 16-21).


Per i musulmani, Gesù (l'Isa) nasce dal una donna, la Vergine Maria (Maryam) modello di pietà e di virtù. Fu lo stesso profeta Muhammad (Maometto) a riconoscere in Maria questo grande tesoro. E' l'unica icona che egli non distrusse quando purificó la Ka'ba dai trecento idoli. Maryam è collocata tra le sante, tra le persone elette da Dio nella storia sacra, tra le donne che il demonio non ha toccato e che hanno mantenuto per tutta la vita l'integrità della loro purezza originaria; unica donna ad aver vissuto il miracolo della maternità senza il concorso di alcun uomo. Di lei si parla tranquillamente come di una vergine e quale Immacolata. Il Corano dice che Dio l'ha eletta fra tutte le donne del creato ed è il segno dell'onnipotenza divina, modello di fede e di umiltà. 'Maria nel Corano- prosegue è Ali Akbar Naseri - è appellata in vari modi, come prescelta di Dio, La più Insigne delle donne del mondo, Pura, Immacolata, Casta, Colei di cui narrano gli Hadis, Interlocutrice degli Angeli, dedita al culto e alla preghiera, Ricevitrice della Buona Novella della nascita di Gesù. Ella e suo figlio Gesù Cristo sono segni per conoscere l'esistenza di Dio '


Nella Sura XIX, 30-34 di legge 'Maryam (accusata) indicó loro il neonato (Gesù) che parló e disse: 'Io sono il Servo di Dio, che mi ha dato la Scrittura e a fatto di me un Profeta e reso fonte di benedizione ovunque io sia... al servizio del popolo di Dio e amorevolezza verso colei che mi ha generato. Sia pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui muoio e il giorno in cui verró risuscitato a vita'. Questo è Gesù, figlio di Maria. Parola di verità»


La venerazione popolare di Maria è visibile anche in certe regioni (es Algeri Efeso) dove i mussulmani si recano a venerare accanto ai cristiani l'immagine della Vergine.


Certo non pretendiamo di trovare nel Corano l'affermazione della divinità di Gesù, inconcepibile per loro, ma tanto basta a farci capire quanto sia lontano dalla concezione islamica l'avversione per la nostra rappresentazione della Natività e tanto meno che essi si sentano 'offesi' da queste attività di classe. L'Iman di Milano che è alla ricerca di dialogo tra Occidente e Oriente, dice: «Per un musulmano che nasce e cresce in Italia le radici giudeo-cristiane nella storia e nella cultura occidentale sono evidenti tanto quanto il contributo che la civiltà islamica ha saputo trasmettere in tutti i campi, dall'arte, alle scienze, agli studi universitari. In questo quadro nasce e si sviluppa l'islam europeo'.


Rinnegare le proprie radici e tradizioni in nome di uno 'pseudo rispetto' è stoltezza. Nessuno penserebbe mai, andando a scuola, anche nel più tollerante paese islamico, di ottenere l'adeguamento dei programmi alla nostra diversa concezione religiosa. Perché noi dovremmo rinunciare all'espressione della nostra identità e delle nostre tradizioni religiose con la scusa di non offendere la sensibilità di chi invece ha più fede di noi? Il problema forse starà a monte, come scrive G. Braschi in Avvenire: 'non sarà forse una strategica strumentalizzazione del sentimento religioso a difesa di personali ideologie e politiche, che hanno come obiettivo la cancellazione della presenza cristiana nella cultura?

 

mirella lovisolo

 

 

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