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L'angolo tecnico - L'accatastamento e il valore catastale degli impianti fotovoltaici


Giovedì 29, Settembre 2016
in  Consulenza legale


Hanno avuto negli ultimi anni un enorme sviluppo gli impianti fotovoltaici, che, potendo costituire anche una possibile fonte di reddito, sono oggetto di frequenti aggiornamenti normativi.
Dove esiste un impianto fotovoltaico occorre valutare innanzitutto se sia necessario o meno procedere con l'accatastamento. In ogni caso non è necessario accatastare l'impianto (né come unità autonoma né in variazione all'unità asservita) nei seguenti casi:
·    la potenza nominale è inferiore a 3 kW per ogni unità immobiliare che serve l'immobile;
·    la potenza nominale (espressa in kW) non è superiore a tre volte il numero delle unità immobiliari le cui parti comuni sono servite dall'impianto;
·    per le installazioni al suolo, il volume individuato dall'area destinata all'impianto e dall'altezza relativa all'asse mediano dei pannelli è inferiore a 150 metri cubi.
In tutti gli altri casi occorre accatastare l'impianto.
Nell'accatastare l'impianto fotovoltaico, qualunque sia l'immobile che lo ospita, occorre creare un'unità immobiliare con categoria D/1 ('opificio') e con una propria rendita catastale, sulla quale la proprietà è tenuta al pagamento delle imposte (ad esempio l'IMU).
I recenti aggiornamenti normativi hanno stabilito quali siano i manufatti che devono essere considerati nella stima del valore del D/1, la quale, a sua volta, darà luogo alla rendita catastale. Per semplificare quanto detto dalla normativa, si precisa che in tutti i casi in cui, smontando i pannelli, la copertura mantiene la propria funzione di copertura senza perdere elementi fondamentali per tale scopo, il pannello non deve essere considerato nella stima per la determinazione della rendita catastale del D/1. Se, invece, ad esempio, il pannello ha sostituito le tegole della copertura, il pannello stesso deve essere considerato nella stima del D/1. Oltre ai pannelli non devono essere considerate nella determinazione del valore del D/1 anche tutte quelle dotazioni impiantistiche (come inverter, valvole, alternatori etc.) che costituiscono parte integrante dell'impianto stesso.
Tutte queste considerazioni sono fondamentali perché permettono un buon risparmio nel pagamento delle imposte, conteggiate sulla rendita catastale; questo vale sia per gli impianti in fase di costruzione (e di futuro accatastamento, se necessario), sia per quelli esistenti. Per questi ultimi, già accatastati, è possibile presentare una variazione catastale per 'scorporo di componenti impiantistiche'.
Geom. Davide Galfrè

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