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Le mostre della settimana


Venerdý 16, Giugno 2017
in  Acchiappamostre


A.A.A.Artisti cercasi! Il Comune di Casteldelfino si apre all'arte. Il sindaco Anello ha affidato all'artista saluzzese Caterina Rinaudo in Caroni (in arte Katarina), l'organizzazione di 'Marque- Lascia un segno della tua arte', la prima tappa di un progetto artistico che si dipanerà nel tempo e si svilupperà tra le vie e gli edifici del paese, dove saranno esposte, nel mese di agosto, le opere di tutti gli artisti che vorranno aderirvi. «L'idea è quella di accostare tra loro queste opere per creare una sorta di mosaico. Quelle realizzate in materiali deperibili troveranno una collocazione ad hoc, in ambienti riparati, mentre le altre abbelliranno le facciate delle abitazioni, i muri ed i porticati del paese- ci racconta Caterina Rinaudo, continuando- Per partecipare è sufficiente realizzare un'opera di 20x20 cm, con qualsiasi tecnica e su qualsiasi materiale, esclusa la carta, che sarà donata al Comune e che andrà a far parte di una sorta di museo d'arte contemporanea a cielo aperto, fruibile per tutti». 'Marque', infatti, è un sostantivo tratto dalla frase 'Liser i marque', che in occitano significa 'lasciare un segno.. una traccia'. Il termine ultimo per la consegna delle opere, da effettuarsi presso la sede del Comune di Casteldelfino è lunedì 3 luglio, in orario di ufficio. Info: 0175.95126- 333.6141932



'Il ritorno di un grande artista' è il titolo della mostra antologica allestita nelle sale affrescate di Palazzo Mathis, in piazza Caduti per la libertà, inaugurata giovedì 8 giugno: la rassegna è stata dedicata dalla città di Bra, a 25 anni dalla sua scomparsa, a Mario Lisa, uno dei maggiori rappresentanti della pittura torinese del secolo scorso. Nato a Torino nel 1908 e morto a Pianezza nel 1992, Mario Lisa ha esposto alla Promotrice delle Belle Arti e nelle più grandi gallerie torinesi e milanesi. Autodidatta e virtuoso della rapida pennellata, con la quale ha saputo fermare gli aspetti più pittoreschi che ha incontrato durante i suoi tanti viaggi in Europa e all'estero, è stato un rappresentante dell'incontro tra pittura dell'Ottocento e quella del Novecento. Attento osservatore e grande studioso della tecnica, tanto da ottenere ottimi effetti di plasticità usando in modo intelligente il chiaroscuro e regalando sensazioni cromatiche sicure, corrette e sincere, Lisa è stato un artista libero e ligio alla tradizione del disegno chiaro e leggibile. La sua pittura è il prodotto schietto di uno spirito analitico che manifesta le sue emozioni attraverso immagini dalle quali emerge l'intima vibrazione del suo entusiasmo. Uno dei suoi soggetti preferiti sono le nature morte, ispirate a umili oggetti, dove la sua tendenza esecutiva si fa minuta, scrupolosa e accurata. Ottimo osservatore e narratore del comportamento umano, è stato inoltre un grande paesaggista, capace di spaziare tra ambienti di campagna, mare e montagna, donando a ciascuno un dato naturalistico potente. Fino a domenica 25 giugno, dal giovedì al sabato in orario 9-12 e 15-18, la domenica dalle 9 alle 12. Maggiori informazioni allo 0172.430185.

A Torino la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, via Modane 16, dal 16 maggio al 1 ottobre 2017 ospita Le Notti Bianche, personale dell'artista giapponese Hiroshi Sugimoto, a cura di Filippo Maggia e Irene Calderoni, che rimarrà aperta fino al 1 ottobre. Il fotografo ed artista (1948) che vive fra Giappone e Stati Uniti, è noto al pubblico per la ricerca nata negli anni '70, quando provó a racchiudere in un solo scatto l'intero flusso di immagini contenute in una pellicola cinematografica, durante la sua regolare proiezione al cinema. Ne ottenne uno schermo abbagliante, che illuminava la sala con storie che per due lunghe ore incantarono il pubblico. 'Le notti bianche' è realizzata con il contributo della Regione Piemonte, ha come media partner la rivista Rolling Stone e presenta in anteprima internazionale una nuova serie fotografica, dedicata ai teatri storici italiani, che prosegue e sviluppa la ricerca di Hiroshi Sugimoto intorno al tema degli spazi teatrali e cinematografici. Tema ricorrente nella produzione dell'artista è il rapporto fra tempo e spazio, o meglio, la percezione che noi abbiamo di questa relazione che Sugimotosi concretizza con effetti plastici. Fotografando prima le sale cinematografiche degli anni venti e trenta e successivamente quelle più eleganti degli anni cinquanta per arrivare ai drive-in, Sugimoto contestualizza la sua ricerca ripercorrendo lo sviluppo della settima arte considerandola  una forma d'arte intesa come nuova espressione artistica e culturale e fenomeno di massa. Esattamente come avviene nei suoi Seascapes, ove i mari rappresentano un passato che va rigenerandosi e ripetendosi, anche qui Sugimoto delega allo spettatore la responsabilità di declinare al tempo presente la memoria.

A Torino, presso la Galleria Sabauda dall'8 giugno all'8 maggio 2018, con la Mostra 'Piccole sculture bianche. I biscuits del Palazzo Reale' viene offerta l''imperdibile occasione per ammirare le porcellane che nel Settecento costituivano il vanto delle più prestigiose case regnanti. La porcellana biscuit, costituita da un'argilla infusibile (il caolino), unita a feldspato e quarzo si presenta alla vista bianca, dura, opaca e simile al marmo: i prodotti di biscuit si diffusero inizialmente in Francia intorno al 1750 e la denominazione deriva dal fatto che la sua fabbricazione prevede due cotture (letteralmente bis-cotto) ad una temperatura di circa 1300°. La superficie ruvida limita l'uso soprattutto a oggetti decorativi, busti, statuette e soprammobili e la loro bellezza consiste essenzialmente nella complessità e nella raffinatezza della modellazione, che spesso riprende i temi e i motivi dei grandi scultori francesi. Le opere esposte rimandano alle manifatture francesi tra cui quella reale di Sèvres, presente sia con soggetti sacri (S.Teresa e S.Clotilde) che profani (gruppo del Giudizio di Paride), quella di Jean Népomucene Herman Nast e quella di Giacomo Boselli, proprietario della fornace di Savona.

Torino in prima assoluta in Italia, ospita fino al 21 luglio 2017 'Titanic. The artifact exhibition', la mostra itinerante dedicata al maestoso transatlantico, definito inaffondabile, che durante il suo viaggio inaugurale nel 1912, mentre varcava l'oceano Atlantico, affondó a causa di una collisione con un iceberg. Esposti negli spazi espositivi della Promotrice delle Belle Arti (Viale Balsamo Crivelli, 11)  numerosi pezzi autentici del Titanic, oggetti originali di proprietà dei passeggeri della nave, il ponte principale, la ricostruzione a grandezza reale di una cabina di prima classe e una di terza classe, e poi reperti e filmati dell'epoca. Inoltre sarà possibile sentire il rombo delle caldaie della nave ed una vera parete di ghiaccio mostrerà le condizioni di freddo delle prime ore del mattino del 15 aprile 1912. Le audioguide descriveranno lo scontro con l'iceberg ed il momento dell'affondamento della nave definita 'l'inaffondabile'. Il percorso della mostra termina con il memorial wall e l'elenco di tutti i passeggeri, di quelli che si sono salvati e di quelli che purtroppo non ce l'hanno fatta. Orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 20.00. Sabato: dalle 10.00 alle 22.00. Domenica: dalle 10.00 alle 20.00. La biglietteria chiude un'ora prima

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