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Lo spazio esterno


Giovedì 5, Marzo 2015
in  Stella Stellina


Un satellite spia che vola a 160 Km. di quota si trova sicuramente in ció che è stato definito Spazio Esterno mentre un aereo spia che vola a 1500 metri d'altezza sta violando lo spazio aereo e puó essere abbattuto; ma cosa dire di un aereo-razzo che vola a 100 Km. di quota?


Non è ancora chiaro, ed è quello a cui giuristi e scienziati hanno cercato in sede O.N.U. di dare una risposta.


Si puó ben capire, dunque l'apprensione con cui alla Nasa hanno seguito il rientro dello Shuttle Columbia in occasione della prima missione dello Spacelab. A causa del tipo di orbita e della necessità di atterrare alla base di Edwards in California, la traiettoria di rientro sorvolata anche la penisola sovietica di Kamchatka e il tutto accadeva a meno di tre mesi dall'abbattimento dell'aereo civile sud-coreano nella stessa regione. Fortunosamente tutto è andato bene ed una volta tanto si puó dire che nell'incertezza del diritto internazionale, ha trionfato la ragionevolezza (a onor del vero va peró detto che lo Shuttle non sarebbe un bersaglio molto facile da abbattere senza l'uso di armi nucleari).


Esiste anche un motivo più 'mondano' per definire chiaramente un confine tra lo spazio aereo e lo spazio esterno ed ha a che fare con l'attribuzione del titolo di astronauta. Anche in questo caso ci sono delle situazioni più che evidenti: un pilota di jet di linea ed i suoi passeggeri non possono certo essere definiti astronauti; al contrario J Young ed il suo equipaggio a bordo del Columbia-Spacelab 1 sono senza dubbio tali. Ma che dire di Joe Walker o Joh Enghe, che a bordo dell'aero-razzo X 15 hanno superato i 100 Km. di altezza?


Qualcuno ha pensato di fissare una quota, ad esempio 35 Km, e di considerare astronauti tutti coloro che la superavano.


Ma in questo caso rientrerebbero nella definizione anche taluni piloti di pallonistratosferici, il che fa un po' a pugni con senso comune (senza nulla togliere ai rischi cui si espongono gli aeronautici).


D'altra parte anche quelli che considerano astronauti solo coloro che riescono a percorrere almeno un'orbita attorno alla terra non risolvono il problema: un uomo lanciato in un volo sub-orbitale alla quota di 1000 Km. non sarebbe considerato un astronauta pur essendosi avventurato tre volte più lontano dalla terra dei cosmonauti che vivono sulle stazioni spaziali!


Fortunatamente in questo caso la mancanza di una definizione unica ed incontestata penalizza soltanto i compilatori di statistiche ed i cacciatori di record, senza mettere a repentaglio la vita di nessuno.


Ed alcune incertezze si sono risolte da sole come è avvenuto per John Engle che ha già volato sullo Shuttle ed è attualmente l'astronauta americano in servizio con il maggior numero di ore di volo (aereo) all'attivo.


Adesso un po' di storia, una storia anche sommaria degli uomini e delle tecniche che hanno permesso di approfondire lo studio dell'alta atmosfera richiederebbe ben più di un breve articolo. Devo perció limitarmi a qualche fugace cenno, volto semplicemente ad inquadrare i problemi attuali.


Come spesso è accaduto in campo scientifico si è cominciato a disporre di informazioni sull'atmosfera superiore ben prima che fosse possibile effettuare misure dirette. Tutto ció che serviva erano le leggi della fisica, un po' di ingegno e qualche acuta osservazione. L'avvento del pallone aerostatico consenti nella prima meta del secolo scorso, di compiere misure dirette proprietà fisiche e chimiche dell'alta atmosfera a quote sempre più elevate e fu proprio nel corso di simili imprese che vennero scoperti i raggi cosmici, ovvero l'incessante flusso di particelle nucleari di origine solare, galattica ed extragalattica che investe continuamente il nostro pianeta.


Ma per quanto lo scrittore americano Edgar Poe avesse immaginato nel 1835 un viaggio dalla Terra alla Luna con un pallone aerostatico opportunamente modificato, sappiamo bene che con simili velivoli non è possibile in pratica spingersi oltre la quota di circa 50 Km. Per andare oltre occorreva qualcosa di diverso: il razzo. Purtroppo i primi razzi utilizzabili allo scopo vennero sviluppati nel corso della Seconda Guerra Mondiale e non certo usati per il progresso della scienza, come ben sanno gli abitanti di Londra sottoposti ai bombardamenti delle V2 germaniche.


I missili tedeschi non si rivelarono comunque molto efficaci dal punto di vista bellico (uno di essi poteva portare sull'obiettivo solo 1/6 dell'esplosivo trasportato da una Fortezza Volante B17 ed era molto più impreciso di un bombardiere pilotato e trovarono il loro utilizzo più pieno soltanto a guerra finita. Gli americani riuscirono infatti a catturarne diversi che rispediti negli Stati Uniti, furono usati per compiere ricerche nel campo dell'alta atmosfera.


Il piccolo razzo americano Wac Corporal poteva trasportare 11 Kg. di strumenti a 65 Km. di quota. La V2, d'altra parte era in grado di trasportare 1 tonnellata di apparecchi di misura a ben 160 km. di altezza, consentendo ricerche impensabili prima di allora. Il primo lancio scientifico ebbe luogo nel marzo 1946, l'ultimo (il 67°) alla fine del 1952.


2- Continua

Umberto Paoli

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