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Mindfulness


Venerdý 26, Maggio 2017
in  Libera-Mente


La possibilità del cervello di proiettare sullo schermo della mente scenari immaginativi di varia natura e realtà virtuali future o trascorse attraverso la memoria dei ricordi ha rappresentato una delle più formidabili acquisizioni evoluzionistiche umane. La rappresentazione che ogni individuo ha di sé nella continuità del tempo è continuamente riformulata nella narrazione della propria storia di vita e la necessità di costruire aspettative sulla realtà futura in termini previsionali ci permette di rispondere in maniera efficace ai mandati fondamentali della sopravvivenza, della condivisione e del significato. Tutto ció è stato pensato e tramesso al fine di permettere ad ogni essere umano di vivere pienamente il proprio presente, ma che cosa puó accadere nel momento in cui il meccanismo perde la propria funzionalità divenendo motivo di sofferenza o di patologia...? 'I bambini, la colazione, la merendina per l'intervallo, mettere fuori il cane, chiudere quella maledetta porta dietro di me e ritrovarmi di fronte a quella collega in attesa di un qualunque passo falso per attaccarmi alle spalle con il responsabile, perché so che è così, non sono nata ieri... Non è possibile; ho aperto gli occhi da 5 minuti e il mio corpo è ancora adagiato sul letto. Sono solo le 6 del mattino, ma sono già proiettata là, in quella vita frenetica che mi sta portando via gli anni migliori senza che me ne renda conto...'
'Non ce la faccio, un'esperienza del genere non voglio riviverla mai più. Il solo pensiero di immaginarmi di nuovo solo in quel supermercato con il cuore in gola, il capogiro e la sensazione di morte imminente mi paralizza. I miei pensieri mi riportano quasi ogni giorno a quelle immagini e quando succede perdo il controllo del corpo. È devastante...'
'Io e la mia malattia siamo una cosa sola da ormai 2 anni. L'artrite psoriasica è subdola, ma, oltre al dolore che comporta alle articolazioni, ció che fa male è convivere ogni giorno col pensiero che a 40 anni la tua vita non potrà più essere la stessa di prima; che il tuo corpo non ti potrà mai più permettere determinati movimenti. Tutto ció mi rende impotente...'.
La rappresentazione di un pensiero e la sua trasformazione in immagine mentale non sono eventi cerebrali isolati, ma profondamente integrati con il sistema emotivo e somatico. Questo significa che immaginare di ritrovarmi nello stesso supermercato dove ho avuto il primo attacco di panico puó innescare nel corpo una cascata neurofisiologica ortosimpatica sull'asse ipotalamo-ipofisi-surrene capace di attivare nuovamente un attacco di panico... Immergersi giorno dopo giorno nel vuoto di pensieri legati al fatto che l'artrite psoriasica non mi permetterà più di tornare ció che ero puó preparare terreno fertile all'impotenza delle depressione... Vivere la quotidianità esclusivamente guidati da piloti automatici quali impegni, programmi, tempi e lavoro, puó condurre a scenari di stress psicosomatico importanti, mentre la vita ci sfugge di mano...
'La mia giornata è piena di impegni, ma non posso farne a meno'
'Come faccio a fare in modo che le immagini di quel supermercato non mi vengano in mente? Come faccio a non andare in panico?'
'Qualunque cosa possa fare la mia artrite psoriasica rimane'...
Hanno sicuramente tutti le loro ragioni, ma ci dovranno pur essere alternative a queste forme di sofferenza... E se la strada fosse nella possibilità di riappropriarci della nostra mente e del nostro corpo? Nel tentativo di ri-orientare l'attività del nostro cervello e, dunque, delle nostre emozioni, dei nostri pensieri e delle nostre sensazioni in direzione di una meta stabilita da noi stessi chiamata presente? Se fosse possibile ritornare ad essere protagonisti della nostra vita invece che spettatori paganti di tragedie annunciate o rimpianti fini a se stessi?
La Mindfulness è la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non giudicante, al dispiegarsi dell'esperienza, momento dopo momento. Nasce come pratica clinica alla fine degli anni settanta negli Stati Uniti, in integrazione alle terapie per pazienti affetti da dolore cronico e, col tempo, si estende in affiancamento ai trattamenti sanitari in un'innumerevole mole di patologie: da quelle cardiologiche a quelle oncologiche, dall'ambito geriatrico alla medicina generale, alla dermatologia, alla diabetologia, ecc... La pratica rientra tra le applicazioni della psicoterapia cognitivo-comportamentale di terza generazione ed è utile nella gestione di sintomi correlati a disturbi depressivi, d'ansia, alimentari, ossessivo compulsivi e di personalità. Puó essere applicata individualmente o in trattamenti di gruppo e si sviluppa tramite esercizi esperienziali e di auto-osservazione, secondo protocolli definiti.
L'innumerevole mole di studi clinici di efficacia al riguardo ha evidenziato per i disturbi sopra citati e per molti altri un miglioramento generalizzato della qualità della vita dal punto di vista organico (aumento della risposta ai farmaci, riduzione degli episodi sintomatici e delle ricadute) e mentale (miglioramento delle competenze di autoregolazione emotiva, delle strategie di coping nella gestione dello stress e della sintonizzazione affettiva nelle relazioni interpersonali). La ricerca ha mostrato come successivamente ad un percorso mindfulness di riduzione dello stress generalizzato (MBSR) siano riscontrabili cambiamenti cerebrali significativi.
La pratica della mindfulness è oggi raccomandata da istituti internazionali come il NICE (National Institute of Clinical Excellence) e in alcuni paesi (come l'Inghilterra) viene prescritta e insegnata nel sistema sanitario nazionale.
Forse, una direzione possibile, non puó e non deve essere quella di continuare a sperare che una malattia cronico degenerativa si risolva, che il primo attacco di panico non sia mai accaduto o che la vita sarebbe meno frenetica coi figli che abbiamo messo al mondo. Forse, una possibilità più costruttiva in direzione del benessere puó essere quella di educare il cervello e il corpo a guardare al mondo con occhi nuovi.



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