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Revoca della patente: il Tar veneto 'riduce' il periodo di interdizione


Giovedì 13, Ottobre 2016
in  Consulenza legale


Alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope (art. 186 e 187 del Codice della Strada) puó conseguire la sanzione accessoria della revoca della patente. Ció è ad esempio quanto accade nell'ipotesi in cui il conducente-trasgressore provochi un incidente ovvero risulti recidivo nell'arco di un biennio.
Quando la revoca è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187 Cds 'non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato' (art. 219- Cds).
Proprio con riferimento al momento di inizio del periodo triennale di interdizione sono sorti dubbi.
Da una parte infatti i soggetti destinatari del provvedimento di revoca hanno interpretato la locuzione 'accertamento del reato' come coincidente con il momento di commissione dell'infrazione. Dall'altra il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha invece chiarito che il termine iniziale decorrerebbe da un momento successivo, ovvero dal passaggio in giudicato della sentenza o del decreto penale.
In linea con tale ultima interpretazione gli uffici della Motorizzazione Civile hanno respinto le richieste di ammissione alla procedura per il conseguimento del nuovo titolo di guida, allorquando non fosse ancora decorso il triennio dal passaggio in giudicato della sentenza (pur essendo invece trascorsi tre anni dal momento dell'infrazione). Gli stessi ricorsi contro il diniego della Motorizzazione Civile non hanno conosciuto miglior fortuna. La giurisprudenza ad oggi prevalente ha infatti ribadito l'interpretazione ministeriale statuendo che solo la sentenza di condanna (ovvero il decreto) contiene l'accertamento del reato; prima di essa, vista la presunzione di innocenza che permea l'ordinamento giuridico, nessuna violazione della norma penale risulta invece accertata.
Recentemente, con una pronuncia destinata ad alimentare futuri ricorsi, la III Sezione del TAR Veneto ha statuito che il termine triennale previsto in tema di revoca della patente (art. 219, comma 3 del codice della strada) debba decorrere dalla data di contestazione della violazione da parte dell'organo accertatore e non dal passaggio in giudicato della sentenza. La durata di ciascun procedimento giurisdizionale, ha osservato il tribunale veneto, dipende infatti da elementi variabili e diversi per ciascun caso.
Non è quindi ragionevole far decorrere il termine triennale dalla conclusione del processo penale; tale interpretazione infatti, oltre a protrarre per un tempo indefinito il periodo di interdizione, alimenterebbe gravi disparità di trattamento, in relazione alla maggiore o minore celerità di conclusione dei procedimenti (Tar Veneto, 12 settembre 2016 n. 1014).
Avv. Andrea Marras

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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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