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Sostegno ai più deboli


QUARESIMA DI FRATERNITÀ

Giovedý 9, Marzo 2017
in  Vita Ecclesiale


Vi sono molto grato per il costante aiuto che date alla mia missione a Palmares. Nei momenti di difficoltá costituisce un grande incoraggiamento sapere che posso contare sulla vostra amicizia, le vostre preghiere e il vostro aiuto. Sono ritornato da poco a Palmares, dopo il mio soggiorno in Italia a gennaio ed anche in questa occasione ho potuto costatare la solidarietà vostra e di tante parrocchie e gruppi. É grazie a voi che il nostro lavoro puó andare avanti. Per questo vi ringrazio di cuore.
Noi continuiamo il solito lavoro: abbiamo una scuola materna con 60 alunni, un centro di formazione con circa 140 alunni. Si tratta di ragazzi e ragazze da sei a diciotto anni che vengono da noi nella mezza giornata libera da scuola per doposcuola e attivitá integrative. Tutti ricevono anche un pasto, perché si tratta di ragazzi che appartengono a famiglie povere e spesso in casa manca il cibo. Abbiamo ancora un corso di informatica per giovani e un programma di accompagnamento e aiuto a famiglie in difficoltà.
Ma il cuore delle nostre attività sono le case famiglia, ospitano un'ottantina di ragazzi e ragazze che per vari motivi non possono restare nella propria famiglia. Sono a volte orfani o figli di detenuti, spesso figli di genitori dipendenti dall'alcool e da droghe, vittime di maltrattamenti e violenze.
Una ventina ha meno di tre anni. In molti casi si tratta di gruppi famigliari: otto, sette, sei, cinque... fratelli e sorelle. Hanno pochi anni, ma già hanno sofferto molto. Per esempio, nei mesi scorsi, sono arrivati cinque fratellini e sorelline: Cinzia, 10 anni, Geovana, 4 anni, Edoardo, 6 anni, Pablo, 3 anni e Jonathan, 2 mesi. Questi bambini sono stati trovati in casa da soli. Era Cinzia di 10 anni che si prendeva cura di tutti. La madre si spostava in altre città per prostituirsi e li lasciava soli per vari giorni. Mangiavano quello che i vicini, impietositi, gli davano. Sono arrivati denutriti, sporchi e pieni di pidocchi. É impressionante come un bambino di due mesi ha potuto sopravvivere a tanti maltrattamenti e sofferenze. Erano affamati, chiedevano di continuo cibo. Ora si sono ambientati bene e nessuno di loro chiede della mamma o di altri parenti.
Si tratta di uno dei nostri casi, ma tutti i nostri bambini e bambine hanno alle spalle storie di grandi traumi e sofferenze. Noi cerchiamo di offrire loro un ambiente il più possibile simile a una famiglia. Li inseriamo nella scuola (quando hanno l'età), forniamo loro assistenza medica e dentistica (quasi sempre ne hanno grande necessità). Cerchiamo in tutte le maniere di promuovere la crescita personale, il rispetto delle regole dei giochi a cui partecipano, la cura verso i più piccoli, l'ascoltare gli altri e l'essere sempre responsabili, generosi e leali in ogni circostanza.
Nello stesso tempo, in collaborazione ai servizi sociali, seguiamo la famiglia di origine, per vedere se é possibile cambiare la situazione, per rendere possibile il reinserimento dei bambini nella loro famiglia o presso parenti. Quando questo si dimostra impossibile, collaboriamo con il potere giudiziario per assicurare ai bambini una famiglia adottiva. Abbiamo già un buon numero di adozioni con pieno successo. Tra l'altro sette in Italia.
Purtroppo questo lavoro comporta costi molto alti e, sfortunatamente, il Brasile in questo momento sta attraversando una grave crisi politica, economica e sociale e gli organismi pubblici brasiliani hanno ridotto i contributi che ci davano e che già erano scarsi.
É molto difficile per noi continuare questo lavoro. Per questo, mentre vi ringrazio per il sostegno che sempre ci avete dato, chiedo che le nostre case famiglia siano ancora contemplate nella Quaresima di Fraternità di quest'anno. Vi assicuriamo che le offerte dei fedeli della diocesi di Saluzzo saranno utilizzate nel modo migliore e si trasformeranno in alimento, medicinali e cure mediche, vestiti e materiale scolastico per i nostri ragazzi e ragazze. Il sorriso dei nostri piccoli sarà la vostra ricompensa.
Ancora un grande grazie per tutto l'appoggio che ci date, anche da parte di educatori, ragazzi e ragazze.
        don Angelo

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