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'Salvarsi' con una fiaba


Giovedì 11, Ottobre 2012
in  La Memoria del Cuore



La capacità che rimane per più tempo preservata negli anziani affetti da malattia di Alzheimer è la capacità di percepire emozioni e di esprimerle. A tal proposito, dice la neuropsicologa e psicoterapeuta Emanuela Pasin 'la perdita di neuroni soprattutto nella sostanza grigia sembra potenziare le abilità della sostanza bianca, cioè di tutte le aree che hanno a che fare con le funzioni istintive, primordiali, con la memoria affettiva e con i sensi ' Partendo da ció la Pasin ha sviluppato una tecnica terapeutica con i malati di Alzheimer che si basa sulla Terapia Simbolica Integrata ovvero 'un metodo di cura psicologica basato su materiali che comprendono le fiabe, i miti, gli oggetti, il teatro, la musica, il disegno ed altri stimoli ad alta valenza simbolica. Tra questi materiali le fiabe sono particolarmente efficaci, perchè sono un concentrato di immagini, emozioni, descrivono eventi a volte bizzarri a volte legati al passato, che ai pazienti anziani è senza dubbio più familiare' . La Terapia della fiaba è uno dei laboratori attualmente in atto presso il Nat del Tapparelli. Basandoci su questi studi e sulla lettura del libro 'Salvarsi con una fiaba', abbiamo provato a leggere alcune fiabe agli ospiti del nucleo Alzheimer e a ricrearne altre, sulla base dei ricordi che loro avevano relativamente a quelle lette. Il materiale emotivo, l'alta valenza simbolica delle fiabe fa riaffiorare, per associazione, informazioni immagazzinate nella memoria antica e perdute a causa della malattia.


Gli effetti della terapia della fiaba sono, secondo la Dott. ssa Pasin: Conservazione delle risorse del demente; maggiore serenità; riduzione dell'ansia; riduzione di rabbia e aggressività; miglioramento dello stato mentale e della qualità della vita


Ció che è straordinario del lavoro con la fiaba, è che essa crea un clima di leggerezza e di infinite possibilità che è molto catartico per la psiche di questi malati. La fiaba è uno dei tanti modi, forse uno dei più belli e più dolci di generare emozioni positive in chi soffre


Riportiamo la fiaba 'Piemontesini' creata dagli ospiti del Nucleo, in seguito alla lettura di 'Hansel e Gretel' dei fratelli Grimm.


PIEMONTESINI


C'erano una volta due bambini di nome Rebel e Angel, che vivevano a Cuneo. Questi bambini non stavano mai fermi a tavola quando si mangiava ( si sa i bambini non stanno mai fermi a tavola). La loro mamma, stufa di tutto ció, un giorno decide di non dargli da mangiare. I bambini, allora, arrabbiati, scappano di casa e vanno nel bosco, dove trovano una casa vecchia e abbandonata. Si avventurano all'interno per vedere se c'è qualcosa da mangiare, essendo molto affamati ( è terribile la fame). Ad un certo punto trovano una credenza piena di cibo di tutti i tipi ( cioccolato, torte..) . Si mettono a mangiare come dei maialini. Ad un tratto arriva un lupo, che vedendoli abbuffarsi viene colto anche egli dalla fame e vuole mangiarli ( ha fame due volte). Rebel e Angel per restare vivi, spaventati scappano, correndo più veloce che possono, fin tanto che le gambe li reggono. Corrono e corrono fino a che non raggiungono una grotta dove si nascondono e per spaventare il lupo, gli tirano addosso tutte le pietre che trovano e urlano. Il lupo, non sapendo chi o che cosa gli tira le pietre e gli urla contro, si impaurisce e scappa via. Allora Angel e Rebel se la danno a gambe e tornano a casa loro, poco distante da li, a Cuneo.


Maria, Mario, Armando

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