Uomini forti e pericolosi

Tra i libri che mi hanno fatto compagnia in estate ho scelto di rileggere “Il sindaco pescatore”, la storia di Angelo Vassallo, primo cittadino di Pollica comune della provincia di Salerno, ucciso il 5 settembre di otto anni fa con sette colpi di pistola.
Era sera, aveva appena parcheggiato l’auto nei pressi di casa dove i killer lo stavano attendendo. Nomi e volti sconosciuti, come i mandanti, ma chiaro il motivo: eliminare quell’amministratore che aveva fatto della legalità la sua bandiera.
Era da tutti conosciuto come il sindaco pescatore per l’amore per il mare e per la pesca. Anche se la sua grande passione era la politica. Fu per tre mandati primo cittadino di Pollica: dal 1995 al 2010, anno in cui si era presentato per il quarto mandato ottenendo, unico candidato, il cento per cento dei voti.
Se questa zona del Cilento oggi può vantare grande visibilità a livello turistico, ottime scelte a livello ambientale (Legambiente ha più volte premiato la qualità del mare) e servizi efficienti lo si deve proprio alle scelte dell’amministrazione guidata da Angelo Vassallo. Praticando una “politica che piace alle persone oneste e dà fastidio ai potenti e ai farabutti” come scrive il fratello Dario nel libro uscito un anno dopo la sua morte.
Angelo Vassallo era divenuto il simbolo della buona politica, della legalità, dell’ascolto del territorio, delle persone oneste.
La storia del sindaco pescatore ricorda, purtroppo, quella del “nostro” Amedeo Damiano. Doveva essere punito per le sue scelte di pulizia all’interno dell’allora Ussl di Saluzzo, per aver osato sfidare i potenti, essere troppo onesto, o semplicemente onesto, in un mondo in parte corrotto. Quella sera del 24 marzo 1987 anche Damiano era atteso dai killer sotto casa e da cinque colpi di pistola. E anche nel suo caso nessun responsabile, se non gli esecutori dell’attentato, è stato mai accertato.
Vassallo e Damiano, e come loro figure straordinarie quale il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nato a Saluzzo, e del quale proprio in questi giorni ricorre l’anniversario dell’attentato mortale di cui fu vittima a Palermo il 3 settembre 1982.
Uomini forti, capaci di cambiare il mondo senza proclami ma semplicemente con i fatti, e per questo pericolosi. Così incorruttibili da divenire bersaglio di chi questo mondo di corruzione non lo vuole cambiare. Uomini che sono andati oltre i simboli, oltre la politica degli schieramenti, amministratori che hanno fatto della legalità la loro bandiera sventolandola, si spera non invano, sino all’ultimo giorno della loro vita.
lorenzo francesconi

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.