Il dovere della Memoria

Era il 5 gennaio, una fredda mattina dell’inverno del 1944 con poca neve, un po’ come quest’anno. Si era in piena guerra e c’era poca voglia di vivere la gioia del Natale, la fine e l’inizio del nuovo anno e a breve sarebbe toccato all’Epifania. Tempi duri, la maggior parte degli uomini al fronte, i partigiani sulle montagne, le donne a curare i vecchi ed i campi.
Quella mattina a Ceretto, frazione di Costigliole Saluzzo, le milizie tedesche e fasciste avevano programmato un’azione repressiva a sorpresa nei confronti dei civili. Salendo sulla collina diedero fuoco alle case, uccidendo a bruciapelo gli abitanti, vittime innocenti, molti freddati alle spalle. Saccheggiarono buona parte della piccola frazione compiendo quello che oggi viene ricordato come l’Eccidio di Ceretto.
27 persone morirono sotto i colpi dei nazifascisti.
Per questa carneficina la città di Busca ed il comune di Costigliole Saluzzo condividono la Medaglia d’argento al Valore civile che nel 2006 è stata loro conferita dalla Presidenza della Repubblica.
Ogni anno, il 5 gennaio, una sobria ma intensa cerimonia si svolge a Ceretto per ricordare il tragico eccidio del gennaio 1944. Così è stato quest’anno nel 75° anniversario della strage.
Si tratta di fare tesoro delle pagine buie della storia quale monito per il futuro, per non ricadere negli stessi errori, per non dimenticare, per essere di sprone alle giovani generazioni affinché sappiano trarre insegnamento dal passato. È un dovere per tutti noi fare memoria.
Ha detto recentemente il Capo dello Stato, Sergio Mattarella: «Sta al nostro impegno e alle nostre responsabilità, personali e collettive, rafforzare nei tempi nuovi la cultura della vita, la pace tra uomini e popoli liberi, la solidarietà necessaria per dar vita a uno sviluppo davvero condiviso e sostenibile. 
La memoria dei tantissimi innocenti martoriati non è soltanto iscritta nella storia delle comunità ferite dalla spietata violenza, ma è parte della vita e dell’identità stessa della Repubblica, nata dalla Resistenza e fondata su principi di pace, di libertà, di giustizia».
lorenzo francesconi

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