Alex Alberto di Paesana

Vivere in un porto di mare

Genova, la città dei grandi cantautori, fa da contorno agli studi fuorisede di Alex Alberto, classe ’98, di Paesana. Alex si è diplomato all’Itis “Vallauri” di Fossano nel 2017 ed ha deciso di proseguire gli studi iscrivendosi alla triennale di Biologia della quale frequenta il secondo anno. 
All’annuncio dell’ammissione al corso di laurea papà Stefano, mamma Graziella e il fratello maggiore Mattia nonostante fossero un po’ spaventati a causa della distanza della sede degli studi da casa, si sono impegnati per aiutare Alex a inseguire le proprie ambizioni. Il carburante dei suoi studi sono la voglia e l’entusiasmo di studiare e tutelare la biodiversità.

Quando ti sei avvicinato alla biologia?
«Da sempre mi sono interessato alla flora e alla fauna, e in particolare alle malattie che colpivano le varie piante. Sicuramente la campagna, dove sono nato e cresciuto, mi ha permesso di coltivare la mia passione, nonostante avessi intrapreso un percorso di studi molto diverso, prendendomi cura delle aiuole e dell’orto, prima con la supervisione di mia nonna materna Anna, poi da solo.»
Quale percorso di studi ti ha portato dove sei ora?
«Finite le medie ero tentato di iscrivermi all’Istituto agrario, mentre i miei genitori erano più propensi per l’ambito meccanico pensando che avessi portato avanti la loro officina meccanica, ma io non ero d’accordo e così ho ripiegato sull’indirizzo energetico. Con il diploma in mano ho preso le distanze dal mio futuro da ingegnere e ho deciso di buttarmi del tutto sulla biologia.»
Perché proprio a Genova?
«Per la distanza da casa che mi avrebbe permesso una maggior autonomia e per la presenza del corso di Biologia marina, che era la mia prima scelta anche se ora sono maggiormente indirizzato per la Botanica. E in più, mi sono informato ed ho saputo che i laboratori erano ben forniti e c’erano molte ore a disposizione.»
Come hai composto il percorso?
«Oltre alle conoscenze di base dei corsi obbligatori, dal secondo anno posso già scegliere alcuni esami che mi indirizzino verso l’una o l’altra branca, anche se la specializzazione vera e propria avverrà nella magistrale, essendo una facoltà su modello 3 più 2.»
Come sei venuto a conoscenza della facoltà?
«Ai Magazzini del Cotone a Genova in occasione della presentazione delle facoltà e dei corsi post-diploma.»
Come hai intenzione di proseguire? 
«É possibile che mi trasferisca per continuare gli studi, dato che a Genova in ambito botanico non ci sono molti corsi che mi interessano. Ma aspetterò di avanzare negli esami per chiarirmi le idee.»
Come vivi Genova?
«Non si tratta di una città universitaria, ma un porto di mare, quindi c’è molto passaggio, ma pochi sono i turisti. La movida è scarsa ma molto caratteristica, tra i vicoletti infatti si aprono numerosi locali ricavati in strette stanze di antiche case di pescatori.»
Dove si trova l’università e come la raggiungi?
«Muoversi a Genova non è semplice e dopo il crollo del viadotto Morandi la situazione è peggiorata ulteriormente, dato che la rete stradale cittadina ha dovuto assorbire il traffico deviato dal Ponte. Spostarsi in macchina è molto sconsigliato, sia per la mancanza di parcheggi sia per le difficoltà nella viabilità. In più, pioggia e vento ci mettono poco a fare danni o a bloccare la circolazione. Il trasporto pubblico è ben organizzato, puntuale e con un’ottima copertura, ma alle prime allerte meteo fermano tutto, giustamente. C’è anche la metro, con un’applicazione per smartphones molto funzionale.»
Il costo della vita?
«Non è troppo elevato, ma è pur sempre una città. Fortunatamente ho trovato alloggio in una struttura gestita da frati, molto gentili e disponibili, in cui non manca nulla e pago poco più di 200€ per una stanza doppia, altrimenti il costo è di circa 300€ per una doppia. Invece una mia compagna di corso, condividendo l’alloggio con 3 persone, paga quasi 400€»
Due cose che ti mancano della Valle Po?
«Beh, mi mancano le piante che ho accumulato e accudito negli anni e tutto l’ambiente della valle, i colori dell’autunno.»
Torni spesso a casa?
«Torno in macchina, un week-end sì e uno no. So che rappresenta un costo, ma riesco ad ammortizzarlo grazie alle provviste di buon cibo che porto con me quando torno a Genova, risparmiando sulla spesa settimanale.»
Che cosa consiglieresti di visitare in città?
«Locande tipiche per il pesce e le trofie al pesto e i birrifici artigianali, palazzo ducale e l’acquario».
andrea ughetti
 

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