Spaccio di cultura

È in onda in queste settimane in televisione una striscia preserale dedicata a quelli che vengono definiti “nuovi eroi”, italiani insigniti dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica. Storie di gente comune che hanno fatto del volontariato, della solidarietà, della legalità la loro ragione di vita.
Storie come quella di Rosario Esposito La Rossa, 28enne napoletano che ogni giorno spaccia cultura a Scampia, quartiere tristemente famoso per il degrado sociale e le infiltrazioni mafiose della camorra. In una zona di Napoli dove la maggiore occupazione è il commercio di droga, nella libreria “La Scugnizzeria”, La Rossa vende la “pizza letteraria”, un normale cartone della pizza che contiene tre libri a ricordare i tre ingredienti base, pomodoro, mozzarella e basilico. E a breve farà partire il progetto “l’ospedale dei libri”, attività di recupero di volumi destinati al macero.
Non a caso Rosario ha aperto l’attività nel cuore di questo quartiere: qui nel 2004 venne ucciso suo cugino Antonio, vittima innocente della guerra di camorra, oggi ricordato con un murales sulla cinta dello stadio che porta il suo nome. Qui lo spaccio di libri è divenuto un segnale di normalità, di come la cultura possa combattere l’illegalità.
A cambiare la vita di Rosario Esposito La Rossa è stata la lettura del libro di padre Alex Zanotelli “I poveri non ci lasceranno dormire” con il suo grido: “Smettiamola di dire che non possiamo fare nulla per cambiare le cose!”.
lorenzo francesconi

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