Raccolti 4.040 euro durante la Cena di digiuno

Sporchiamoci le mani

Saluzzo

SALUZZO – “Per amore del mio popolo, non tacerò”. E’ stato questo lo slogan della Cena di digiuno e Veglia di preghiera in memoria dei missionari martiri, che si è svolta giovedì 28 marzo nella chiesa di Maria Ausiliatrice in Saluzzo.
Le parole di mons. Oscar Romero, proclamato santo lo scorso 14 ottobre, sono riecheggiate a più riprese nel corso della serata. La data della sua tragica morte, il 24 marzo, è diventata il simbolo della memoria di tutti coloro che hanno dato e continuano a dare la vita per Gesù e per la Chiesa. Nel solo 2018 sono stati 40 i cosiddetti “missionari martiri” uccisi in nome della fede.
Una Veglia ricca di simboli: il mappamondo che è stato depositato ai piedi della croce; la farina nella quale i presenti sono stati invitati ad affondare le mani per dimostrare la disponibilità a sporcarsi per la giusta causa del Vangelo; i chiodi piantati nella croce alla lettura dei nomi di ciascuno dei 40 martiri trucidati lo scorso anno; la rinuncia alla cena che si trasforma in offerta per le intenzioni della Quaresima di Fraternità 2019.
Non sono mancati momenti di riflessione, con alcune toccanti letture, l’atto penitenziale, la proclamazione della Parola di Dio e la riflessione di mons. Vescovo.
«Gesù pregò il Padre perché lo aiutasse a superare l’ora della prova, ma ha anche pregato per coloro che lo stavano uccidendo. Il suo esempio ci invita ad affrontare la persecuzione con coraggio, anche se non è facile. Di fronte alla morte chi non ha paura? Ma noi cristiani abbiamo la certezza che lo Spirito Santo ci assisterà nell’ora della prova. A noi è chiesto di testimoniare la nostra fede con fermezza e coerenza nel contesto in cui viviamo. Il Signore guarisca il cuore di coloro che seminano la morte» ha sottolineato mons. Cristiano Bodo.
I vari momenti sono stati intervallati dai canti egregiamente proposti dalla Comunità Cenacolo di Saluzzo, mentre le immagini proiettate hanno accompagnato l’intera funzione.
Quindi la testimonianza di Gerolamo Fazzini, giornalista di Avvenire, che ha presentato la figura di padre Daniele Badiali, missionario martire in Perù nel 1997 a soli 35 anni.
L’elenco delle intenzioni della Quaresima di Fraternità 2019 proposte a livello diocesano e la raccolta delle offerte, in tutto 4.040 euro, hanno concluso la serata.
daniele isaia

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