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Studiare legge in una città Unesco

Una delle città più belle della Toscana e d’Italia, riconosciuta co-me patrimonio dell’Unesco per il suo valore storico-culturale, ospita un ragazzo che ha scelto di svolgere qui la propria formazione accademica. Parliamo di Pietro La Rosa, 20 anni residente a Piasco insieme ai suoi genitori Antonio e Angela e a sua sorella Carmen, diplomatosi presso il Liceo Classico G.B. Bodoni di Saluzzo. Pietro è al secondo anno di Giurisprudenza presso l’Unisi, l’Università degli Studi di Siena.
A Pietro domandiamo: perchè la scelta di studiare giurisprudenza?
«Ho sempre desiderato studiarla fin da piccolo, crescendo e guardando film e documentari sui grandi magistrati ho compreso che sarebbe stata la mia scelta. Inoltre il diritto circonda la vita di tutti i giorni, quindi è meglio sapere cosa ci circonda».
E perchè a Siena?
«È nata chiaccherando con altri amici, in seguito mi sono informato e ho preso questa scelta. La vita di città non mi fa impazzire, qui a Siena invece tutto è raggiungibile a piedi oltre a essere una città bellissima. Inizialmente avevo valutato anche Milano ma era troppo grande. Studiando fuori impari cose che forse abitando a 50 km da casa non impareresti. Diventi più indipendente».
Come hai vissuto il primo anno?
«È andato molto be-ne, ho trovato professori molto validi e nuovi compagni provenienti da tutta Italia e non essendo un’università grandissima ci conosciamo più o meno tutti. Inoltre la città offre una vasta scelta di attività per noi studenti, nel centro città probabilmente abitano più studenti che senesi».
Quali le maggiori differenze che hai trovato rispetto al liceo?
«All’università sei tu a gestirti, non ho la frequenza obbligatoria alle lezioni quindi sta a me frequentare o meno, sei libero di organizzarti. A livello di studio è cambiata la modalità di preparazione agli esami, prima cominciavo a studiare qualche giorno prima mentre ora è necessario uno studio costante».
Preferisci una tua gestione indipendente o un rapporto diretto come al liceo?
«Sicuramente la gestione indipendente. In ogni caso continuo ad avere un rapporto diretto coi miei colleghi scambiandoci consigli per gli esami, mentre i professori si sono dimostarti molto disponibili. Inoltre faccio parte di un’associazione studentesca, quindi il contatto con altri studenti è frequente».
Cosa fate in questa associazione studentesca? Come sei entrato a farne parte?
«Ci occupiamo dei vari problemi degli studenti nei poli e in città, organizziamo eventi, tornei sportivi e siamo presenti nei vari organi dei dipartimenti. L’ho conosciuta l’anno scorso e quest’anno mi è stata offerta la possibilità di candidarmi come rappresentante».
L’orientamento scolastico e la preparazione liceale sono tornati utili nella tua scelta universitaria?
«La mia scelta l’avevo fatta da tempo, quindi l’orientamento non mi è servito più di tanto. Avendo studiato al liceo classico la mia preparazione scolastica era efficiente, ciò che ho studiato mi è servito nelle materie di diritto romano, medievale e moderno».
Ti manca la vita di casa o sei soddisfatto?
«Sono pienamente soddisfatto. A casa cerco di tornare una volta ogni 1-2 mesi, mentre con gli amici ho mantenuto i contatti e quando torno usciamo spesso. Non tornerei indietro con la mia scelta».
Hai già programmato un tuo futuro?
«Credo che il mio programma sia comune a tutti gli studenti universitari: assicurarmi stabilità economica e contribuire alla crescita personale e collettiva con una professione che mi dia gli strumenti utili a tal fine».
edoardo donalisio
 

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