Sembra sempre impossibile, finchè non viene realizzato

Da alcune settimane sono iniziate numerose le sagre e le feste patronali nei nostri paesi, nelle frazioni di pianura,i n collina sino alle località di montagna. Al nostro arrivo, saremo indirizzati da pacifici gilet gialli a posizionare in modo ordinato le nostre autovetture in un prato adibito a parkink; 5 minuti a piedi ed eccoci immersi nella “fiesta”.
All’ingresso, immancabile, un piccolo ma colorato luna park, dove in prima posizione troveremo la giostra delle catene. Poco più in là un cartello ci indicherà dove potremo cimentarci nella gara al punto e acquistare i biglietti della lotteria che come un premio metterà in palio una fiammante bicicletta.
Come sottofondo musicale, potremmo scatenarci con pezzi anni 80/90 grazie all’animazione di una “discoteca viaggiante” di qualche emittente radio locale o in alternativa col al ballo a palchetto fare due giravolte di mazurka, suonata da un’orchestra di musica liscio. In un grande tendone aiutati da sorridenti “camerieri” che indossano la maglietta con su scritto “staff”, ci verranno serviti piatti semplici o elaborati che, malgrado la lunga attesa, ci sembreranno ancora più squisiti grazie all’euforia, alla confusione di questa baraonda festosa.
A fine serata stanchi ma felici, prima di salire in macchina per tornare alle nostre case, tutti insieme dovremo far spegnere la musica, fermare le giostre, chiudere per un attimo cucine e bar, e, alzandosi contemporaneamente in piedi, dedicare un fragoroso mega applauso a tutti quei volontari, ai componenti degli enti e pro loco che un giorno di chissà quando si sono guardati e si sono detti: “perché non organizziamo qualcosa per il nostro paese’”
A tutti voi diciamo: Grazie!

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.