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Risot all'Ariondela

L’ariondela è un vegetale presente ovunque in provincia di Cuneo, dai bordi della strada, negli orti e nei prati. 
L’ariondela in italiano è la malva. Un’erba perenne, eccezionale il suo sapore, fresco, tipicamente estivo pe-rò come accade per molte cose, l’uso è caduto nell’oblio e soltanto in erboristeria troviamo consigli per decotti, infusi e nessuno indica come utilizzarla nel cucinare e storico Piemontese. Un’erba che già i Romani andavano ghiotti e il grande imperatore Giulio Cesare fece una grand’abbuffata di pasticcio di malva con tutti i suoi seguiti.  Erba indicata per chi soffre d’infiammazioni all’uretra perché è ricca di mucillagini, emolliente e antiflogistica. 
Molto importante è rilevare quanto sono buoni i suoi fiori se utilizzati nelle insalatine miste con le piccole cime tenere, mentre le sue foglie sono ottime per preparare la classica minestra “Marià” o per fare il risotto.
PREPARAZIONE
In una pentola mettete a bollire il latte con la panna e le foglie di malva. In una risottiera fate sciogliere tutto il burro e poi appena dorato aggiungete il riso violone nano; bagnate poco alla volta con il liquido della pentola non togliendo le foglie di malva. La cottura dovrà durare circa 16 minuti. Nel risotto, se troppo asciutto, si può   aggiungere del brodo vegetale caldo. 
A termine cottura, mantecate con tutto il formaggio grattugiato. Fate riposare per almeno 5 minuti, poi disponetelo in un piatto possibilmente a forma di stella con al centro quattro fiori di malva ben mondati e tenuti al fresco perché diversamente appassirebbero. 
A questo risotto è consigliabile abbinare un buon vinello giovane, non di corpo, fresco,  tipo Dolcetto d’Asti o Dolcetto d’Ovada.

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