La Festa della Vita per quattro giorni è stata la protagonista sulla collina di San Lorenzo

Con la vita si fanno belle cose

Saluzzo

Sono contenta di aver ricevuto la vita, perché con la vita si possono fare cose belle, pulite, oneste. Sono le parole di suor Elvira Petrozzi, conosciuta come Madre Elvira, quando 36 anni fa saliva sulla collina di Saluzzo per dare vita alla Comunità Cenacolo. 
L’avventura iniziava  in una casa diroccata e abbandonata messa a disposizione dal Comune sulla collina di san Lorenzo. Allora era difficile immaginare che l’immobile, in stato di grave abbandono, sarebbe diventato la Casa Madre di una Comunità che conta attualmente 71 case, chiamate fraternità, in 20 paesi del mondo: Italia 25, Austria 1, Bosnia Erzegovina 2, Croazia 7, Francia 5, Inghilterra 1, Irlanda 1, Polonia 4, Portogallo 1, Slovacchia 1, Spagna 2, Stati Uniti 4, Argentina 4, Costa Rica 1, Brasile 5, Messico 1, Perù 3, Paraguay 1, Liberia 1, Filippine 1.
Ed è proprio da questi paesi che sono giunti in migliaia, giovani, famiglie, amici, a Saluzzo per celebrare nello scorso fine settimana il compleanno della Comunità, fondata il 16 luglio, giorno in cui la Chiesa fa memoria della Madonna del Carmine. «Siamo qui per celebrare il prodigio della Vita» ha commentato padre Stefano Aragno, sottolineando l’entusiasmo che i ragazzi esprimono, nel dedicare le loro energie all’intenso lavoro di preparazione. Ognuno rappresenta il tassello di quel grande mosaico internazionale che è la Festa. «È un momento in cui la famiglia si allarga e accoglie tanta vita su questa collina». 
Il lavoro quotidiano mitiga le gioie e le difficoltà dello stare insieme, verso una crescita personale: i ragazzi scoprono ogni giorno che dalla loro esperienza può derivare la bellezza, la gioia di realizzare qualcosa di bello per gli altri.
Ampi servizi sul Corriere in edicola giovedì 18 luglio.

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