Arrivata a Dronero 22 anni fa portò una ventata di novità alle “Perle”

Suor Paola, ape laboriosa

Dronero

DRONERO Si è spenta domenica 10 novembre all’età di 84 anni suor Paola Umbertina Gassani, per 22 anni a servizio delle “sue ragazze”, le “Perle”. Suor Paola era un’istituzione ed una figura di riferimento per le ragazze diversamente abili ospitate presso la Casa Divina Provvidenza di Dronero. Originaria di Massa Carrara, apparteneva all’ordine Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli ed era alla guida dell’istituto dal 1997. Ha rilevato il testimone, nella direzione della casa, suor Lucia Moretti, originaria di Cesenatico.
Affetto, amore, ascolto e benevolenza erano i punti di forza di suor Paola nei confronti delle “sue amate Perle”, un grande rispetto per le consorelle, per il personale, per i volontari della casa. “Era il 24 agosto del 1997 arrivai a Dronero con la mia visitatrice - così la religiosa ricordava il suo arrivo alle Perle nel libro pubblicato sei anni fa in occasione del centenario della struttura - le ragazze erano nel cortile della Casa Divina Provvidenza che mi aspettavano. Ricordo, era una giornata caldissima e mi fecero una pena immensa in quanto era da tanto che mi attendevano, avevo il cuore stretto. L’emozione ed il temere di non essere all’altezza del compito, provenivo dall’ambito scolastico e adesso mi dovevo occupare di persone portatrici di disabilità. Mi sembrava di non avere capacità di comprenderle, di aiutarle. Il Signore mi ha sempre aiutato, anche nelle difficoltà materiali, sono giunta a Dronero con pochissime risorse ma la gente di Dronero e dei paesi limitrofi mi ha sempre dato una mano”.
Dal giorno dopo il suo arrivo suor Paola aveva cominciato a portare fuori le ragazze dopo il pranzo, “non era in uso per loro uscire” continua il suo racconto. “Con l’aiuto di un’altra suora preparammo la merenda ed ancora adesso rivedo i visi felici ed incuriositi delle ragazze: “ma ora usciamo, dove andiamo?”, erano felicissime. Prendemmo su per un sentiero per poi fermarci al prato del signor Faramia. Si rincorrevano, giocavano con la palla, era una gioia vederle, poi la merenda e la preghiera insieme”.
Suor Paola aveva portato una ventata di attività nella Casa, dalla scuola al canto, dalla religione alla ginnastica, alla piscina. D’estate i soggiorni di 15 giorni a Sant’Anna di Roccabruna, a Natale il commovente Presepe vivente e le recite alla fine della scuola dove ogni ospite si impegnava a mostrare ciò che aveva imparato. 
Grazie alla determinazione di suor Paola ed ai rapporti che ha saputo intessere é stato sistemato lo spazio all’aperto della Casa della Divina Provvidenza e nel settembre 2006 é stata inaugurata la sala polivalente realizzata con il contributo di privati e istituti bancari. “Uno spazio destinato ad ospitare giochi, musicoterapia, i balli, le feste e tutte le attività al coperto. Questa è la casa delle ragazze, ci devono vivere in modo decoroso. – aggiungeva la religiosa - Difficoltà ne ho avute tante, problemi di ogni genere, la morte di alcune ragazze mi fa morire, sento che loro sono le persone più povere”. Sempre dal libro “Le Perle di Dronero” una citazione di suor Paola: “Chi ama guarda sempre avanti, mai indietro, la carità non permette di guardare indietro per poter dare sempre di più, uno sguardo, una parola, un atteggiamento, non ha paura chi fa la carità. Io imparo dalle ragazze, sempre contente, non si lamentano mai, non ho che da imparare da loro. Guardando avanti e sperare…. sempre”.
In tanti, martedì 12 novembre, hanno voluto dare l’ultimo saluto a suor Paola partecipando ai funerali nella chiesa parrocchiale di Dronero. Al termine della funzione il sindaco di Dronero Livio Acchiardi ha ricordato le doti umane e imprenditoriali della religiosa: “con lei se va un pilastro della nostra comunità” ha affermato ricordando l’impegno e la passione che ha sempre impresso nelle sue azioni in favore delle “Perle”. Un missionario della San Vincenzo l’ha poi paragonata ad un’ape laboriosa senza pungiglione: “nella sua vita ha distillato tanto amore e dolcezza, come fa l’ape con il miele e si è consumata per gli altri come la cera delle candele”.
sergio declementi


 

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.