Odio, Memoria e noi

L unedì 27 gennaio è il giorno della memoria per ricordare l’Olocausto, una delle peggiori pesti dell’umanità volute e perseguite dall’uomo stesso. 
Non è stata infatti un’infezione, un’epidemia, un contagio purulento.
No, è stato un freddo calcolo “scientifico” portato avanti da milioni di persone contro milioni di persone. 
Un delitto dell’umanità che oggi addirittura si vorrebbe negare, cancellare: la vergogna è troppo alta, la ferita sanguina ancora, il volto degli aguzzini è bene impresso nella nostra memoria.
Non cancelliamoli per non cancellare noi, la nostra umanità, il nostro essere persone, uomini e donne, bambini e anziani. Una comunità.
Lunedì ricordiamo cosa è successo nel cuore d’Europa ottant’anni fa contro gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali, le persone che pensavano con la loro testa, i militari… Ma anche la follia dei Balcani, i genocidi nel Medio Oriente, in Africa, in Asia, nella foresta Amazzonica, nelle Americhe… 
E allora? E allora cerchiamo di essere noi, di essere uomini e donne che sanno di essere provvisori in un mondo che potrebbe essere bellissimo ma che – non si capisce il perché se non per la cupidigia – può davvero diventare un lager.
Facciamo memoria non per dovere di un giorno, di una data, ma per le nostre coscienze. 
Memoria quotidiana che è sale del vivere. 
Alberto Gedda
 

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