Due gemelline a S. Chiaffredo di Busca e Caterina a Barge

Nati al tempo del coronavirus

Busca

Una nascita è sempre una grande emozione all’interno di una famiglia. In questo caso l’emozione è doppia, sia per il fatto che le neonate sono due gemelle, sia perché sono venute alla luce in un momento di forte preoccupazione legata all’emergenza coronavirus. Ma è proprio in una circostanza così delicata che Matilde e Rebecca rappresentano la luce e un messaggio di positività. Secondogenite di Karim Mellano e Giorgia Delfino, 38 e 28 anni, di San Chiaffredo di Busca, sono nate lunedì 23 marzo con parto cesareo.
Il loro primo pianto, che irrompe nella sala dell’ospedale di Cuneo dove sono venute al mondo, squarcia la cortina di tensione accumulata nei giorni precedenti la loro nascita.
«Benché fossimo preoccupati e anche un po’ spaventati, come credo sia naturale in questo periodo, abbiamo cercato di rimanere lucidi e razionali. Ci siamo preparati, ci siamo informati su tutto ciò che era evitabile, su quello che potevamo e non potevamo fare. Ci siamo attenuti alle indicazioni del personale sanitario e affidati a loro». Spiega papà Karim, operaio alla Michelin che in questi giorni è a casa, come la maggior parte dei 2.270 dipendenti dello stabilimento di Cuneo dove, per tutelare la salute dei lavoratori, la produzione è sospesa almeno fino al 29 marzo. 
La mamma, Giorgia Delfino, assistente all’autonomia in una cooperativa socio-assistenziale di Cuneo, insieme alle neonate, verrà dimessa nel fine settimana. Ad attendere il loro rientro a casa c’è anche la primogenita Adele di appena 19 mesi che non ha ancora conosciuto le sorelline, perché, in questo periodo, le visite in ostetricia sono consentite solo ai papà per un’ora al giorno.
Un’altra famiglia e un’altra coppia ha vissuto la stessa gioia. Maria Chiara Banchio 31 anni insegnante alla scuola media di Bagnolo, e Mattia Quaglia 32, imprenditore agricolo e assessore a Verzuolo, sono diventati genitori per la seconda volta. La loro piccola, Caterina, è nata mercoledì 18 marzo un’ora e mezza dopo la mezzanotte, all’ospedale di Savigliano, con parto naturale a cui il padre ha assistito. «Il nome scelto per nostra figlia – dice Mattia – è lo stesso di mia nonna paterna. In famiglia è la prima neonata femmina su otto parti avvenuti dal 1992 ad oggi». 
Una grande gioia si legge negli occhi dei genitori, una felicità condivisa anche dal primogenito Giovanni che ha potuto vedere la sorellina solo quando è arrivata a casa, a Barge, dopo le dimissioni. Anche nel reparto di ostetricia di Savigliano, le visite erano consentite solo al padre, in una fascia oraria. 
«Al nostro primo ingresso siamo passati dalla tenda pre-triage. Per le tutte le visite successive, ad ogni accesso venivo prima sottoposto al controllo della temperatura e di eventuali sintomi – spiega ancora il neopapà Mattia -. Nonostante il periodo di massima allerta che poteva giustificare qualche tensione in più, in ospedale abbiamo riscontrato un clima sereno e siamo stati seguiti scrupolosamente».
Intanto i nonni fre-mono dal desiderio di tenere in braccio la piccola, ma finora hanno potuto soltanto vederla tramite video chiamata. 
kizi blengino

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.