Il momento che stiamo vivendo

Stiamo vivendo un tempo difficile, duro nella nostra amata diocesi saluzzese; la drammaticità che lo caratterizza ci spaventa e fa crescere in noi l’angoscia, la tristezza, il senso di impotenza.
Stiamo vivendo nello spazio del deserto, in cui sperimentiamo la nostra debolezza, la nostra fragilità, la nostra precarietà.
Siamo toccati su tutto: sulle nostre relazioni, sulla nostra modalità di vita, sulla gestione del quotidiano, sulle nostre abitudini e cresce sempre di più il senso di isolamento, quasi di solitudine.
Ci sorgono dentro delle domande, quelle più profonde, quelle che riguardano il senso della vita, delle nostra, della mia vita. Ci ritroviamo a toccare con mano le nostre impossibilità e la domanda nasce spontanea: Chi sono io?
E altre domande l’accompagnano: Chi sono gli altri per me? Quanto sono importanti per me mia mamma, mio papà, mia moglie, mio marito, i miei figli, i miei familiari, i miei amici, i miei vicini, i colleghi di lavoro...? Chi sono loro per me?
Nella “solitudine” del deserto in cui ci ritroviamo a vivere ritroviamo ciò che è essenziale. E dentro qui l’altra domanda: perché mi ritrovo qui a pregare? A esporre al Signore le mie domande, i miei pensieri? Perché mi ritrovo a pregare Maria attraverso il rosario?
Nel deserto mi riscopro creatura, creatura di Dio, figlio, figlia che nella solitudine e nell’angoscia grida a Dio, come un tempo aveva fatto il popolo di Israele schiavo in Egitto. Dio lo ha ascoltato, lo ha liberato, anche se dopo molto tempo, Dio gli ha fatto vivere la Pasqua. Per quarant’anni l’ha fatto vagare nel deserto, ma poi gli ha donato la terra promessa. Il Signore è sempre fedele alle sue promesse e non ci lascia soli.
Cerchiamo costantemente la forza nella preghiera.
Certo le situazioni drammatiche, tristi, che ci mettono angoscia, paura, che ci allarmano ci sono, ma mettiamoci nelle sue mani di Padre fedele e misericordioso e viviamo da figli e da fratelli di Gesù, il Cristo, Colui che ha donato la sua vita per ciascuno di noi, passando dalla croce nell’affidamento al Padre.
Dio, suo e nostro Padre, gli ha ridato la vita e la ridarà anche a noi!
Prepariamoci a vivere la Pasqua nella familiarità, nelle nostre case, nelle nostre famiglie e cresca nei cuori l’intima relazione con il Signore che si rivela nella sua Parola!
Vostro + Cristiano, Vescovo

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