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Domenica 7 giugno

Dopo aver ricevuto lo Spirito Santo gli Apostoli sono partiti ad annunciare al mondo la Buona Novella. Questa non è qualcosa di cui l’uomo fruisce per conto suo, un guadagno personale che può gustare stando solo. La Salvezza, la Risurrezione, la Vita significano un incontro uno scambio, una comunione. Vivere non è vegetare, è amare e nell’amore c’è uno scambio, un dono dato e ricevuto, un mettere in comune ciò che si ha.
Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo Figlio unigenito; cosa di più grande ci poteva dare? Cosa di più di “sé stesso”? Se Dio è amore, la dinamica dell’amore è quella di Dio. E noi in Dio vediamo il dono totale sulla Croce. Non c’è amore più grande che dare la propria vita per chi si ama, ha detto Gesù ai suoi discepoli.
Ma l’amore ha manifestato la sua essenza nell’iniziativa di Dio perché, mentre l’uomo peccatore e smemorato non si cura di lui e arranca nel mondo per cercare una salvezza, una felicità, un amore, nelle cose che svaniscono fra le mani, Dio è venuto a condividere la propria vita di gloria e di beatitudine proprio con chi lo dimenticava.
Non è venuto a condannare, a far valere i suoi diritti, a raddrizzare le cose – e quanto certe volte lo vorremmo senza pensare che noi per primi cadremmo sotto la condanna – ma a salvare, a dare la sua vita, a comunicare la sua misericordia, il suo perdono, la sua gioia e la sua pace.
Dio è comunione in se stesso: Padre, Figlio e Spirito santo, e non può che volere e donare comunione. In Dio la solitudine è comunione; così anche per noi sulla terra ogni solitudine può e deve diventare comunione in lui con tutti gli uomini. Altrimenti non è vera solitudine ma isolamento e prigione in sé stessi.
Per questo chi è battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e da essi abitato, non è mai solo, vive in continua comunione, una comunione nel mistero trinitario, vissuta in modo umano nel mistero della comunione ecclesiale.
Gesù nella sua divina umanità ci rende presenti in questo doppio mistero di comunione, comunione col Padre nel seno della Trinità in cui nella sua Ascensione gloriosa ha portato la nostra umanità, comunione nella Chiesa vivificata dal suo Spirito che conduce tutto all’unità.

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