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Domenica 14 giugno

L’esperienza del popolo cristiano, come quella del popolo ebraico, è di essere accompagnato.
Dio è amore e l’amore vuole essere vicino: nel mondo questa vicinanza per noi è quotidiana nell’Eucaristia, dono supremo, sacramento dell’amore che si dà per noi e che ci conduce di conversione in conversione, fino a diventare una sola cosa con lui.
Gesù ci ha detto: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Queste parole hanno fatto discutere, hanno scandalizzato i benpensanti, coloro che sono sempre pronti a smontare ogni spiraglio di bellezza con sottili e ferree logiche umane; ma la logica di Dio ci conduce oltre gli stretti confini del terreno in cui siamo padroni. Mistero della fede! Un mistero che solo una volta accolto apre il nostro sguardo alla bellezza della vita; promessa di cui non possiamo cogliere la portata, perché non ne abbiamo l’esperienza. Nel Pane e nel Vino che mangiamo e beviamo noi riconosciamo Colui che ci ha salvato, che si è dato in un mistero di amore infinito e che ci porta la Risurrezione e la Vita. 
È troppo grande il mistero, troppo grande la carità divina che ci colma dei suoi doni! Grande è l’iniziativa della infinita Misericordia nel confronto della creatura corrotta, che non vuole lasciarsi abbracciare, perché rivendica una strana libertà, quella della solitudine di chi non sa e non vuole che si tessano legami d’amore. La pienezza con cui Gesù ci ha amati coinvolge tutta la nostra persona e la nostra storia; il suo abbassarsi fino ai nostri piedi per lavarli e per purificarci e ci innalza fino alla Vita col Padre, con lui e con lo Spirito nell’eternità beata, in cui solo l’amore è essere e movimento, contemplazione e danza.
Le parole di Gesù sono chiare, ma non possiamo mai finire di capirle: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. ... Chi mangia questo pane vivrà in eterno”. 
Rimanere in lui, vivere per lui, vivere in eterno: queste sono le parole che ci legano all’Eucarestia, alla sua Presenza fedele.

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