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25 giugno 2020

Personalità di spicco del panorama artistico della provincia Granda, ed in particolare della città di Cuneo dove è nato nel 1939, Cesare Botto torna ad esporre nella città di  Bra dove era già stato ospite, numerose volte, negli anni Sessanta e Ottanta. Con una quarantina di opere recenti, il pittore segna la ripartenza e il ritorno all’arte attraverso la riapertura dei musei e delle mostre pubbliche e private  della città dello scrittore Arpino. 
La rassegna, dal titolo emblematico “Sito/Siti – la pittura come dimora“, curata da Fulvia Giacosa, sarà ospitata dal 28 giugno al 26 luglio 2020 nelle sale affrescate di Palazzo Mathis, in piazza Caduti per la libertà 20. Il titolo racconta un itinerario, rivolto all’esplorazione di spazi mentali  che si concretizzano nel gesto pittorico. Esplorazione che, fra molti siti possibili, geografici o virtuali, predilige quello che l’artista definisce la sede dei desideri, dei pensieri, della volontà, della gioia e delle apprensioni, luogo che diviene, come recita il titolo della rassegna, la dimora, la casa eletta.
Pittore informale, Botto ha seguito negli anni Cinquanta i corsi della Scuola di Arti Decorative Lattes, si è avvicinato ad insegnanti come Chicca, Perotti e Valerisce; nel 1961 si  è iscritto ai corsi di nudo dell’Accademia Albertina di Torino e nel triennio successivo si è avvicinato allo studio di Filippo Scroppo. Ha aderito al gruppo Antischema e nel 1991 al Filo Rosso, confluendo nel gruppo cuneese Pentamer di tendenza astratta e informale. Protagonista assoluto delle sue opere è il colore, pennellate di acrilico che consentono velocità  e risposte immediate all’istanza di un linguaggio che fra un accordo e una variazione tonale, insegue intensi accostamenti dinamici ed una vibrante percezione lirica.




 

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