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DIGNITÀ DIRITTI DOVERI


La questione brucia. Dentro. Ci brucia come uomini, come persone, come cittadini. Soprattutto come cristiani. 
Non è possibile che decine di uomini “vivano” su panchine e trovino riparo sotto un porticato: non è umanamente giusto, tollerabile. 
Chi lavora ha precisi diritti e doveri, qui si è “dimenticata” la parte dei diritti e di chi vi deve provvedere.
Non credo che nessuna persona possa restare indifferente davanti all’urgenza del problema anche se il “problema” ha un colore della pelle diverso dal nostro: se siamo cristiani, mi sembra ovvio, crediamo nella fratellanza. 
Eppure…
L’emergenza sanitaria ha portato – già a marzo – alla chiusura delle strutture comuni di accoglienza dei braccianti, strutture realizzate e gestite da quattro comuni (Saluzzo, Lagnasco, Costigliole Saluzzo, Verzuolo) che si sono fatti carico del problema sui trentaquattro della ricca zona frutticola ai piedi del Monviso.
Queste strutture chiuse non potevano più essere a disposizione per la diffusione del Covid-19, come hanno chiaramente annunciato a suo tempo i sindaci. 
Il “problema” dei braccianti africani senza alloggio riguarda il 5-6 per cento degli stagionali, ospitati per oltre il 70 per cento dalle aziende correttamente e poi organizzati tra di loro con l’affitto di locali. 
La questione riguarda chi lavora molto saltuariamente, magari due giorni la settimana, e non trova alloggio: e allora?
Allora, leggendo le norme di legge, si trova scritto e approvato che Regione e Stato “adottano soluzioni e misure urgenti idonee a garantire salubrità e sicurezza delle condizioni alloggiative”: dove sono queste soluzioni?
Giustamente sono stati fatti dei protocolli sanitari, nominato un Commissario ma l’impressione è che, sinora perlomeno, nulla si sia mosso nel concreto.
Saluzzo ha fatto molto, si è caricata sulle spalle il problema di tutti che non è stato ripartito equamente: in molti infatti hanno alzato le spalle e si sono girati dall’altra parte.
E’ ora di intervenire davvero perché la “situazione” è ormai insostenibile. 
Soprattutto per le nostre coscienze. 
Alberto Gedda
 

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