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Domenica 5 luglio

La Parola che oggi possiamo mettere nel cuore è: umiltà. Gesù salendo sulla Croce manifesta la sua infinita umiltà nella mitezza che ci permette di avvicinarci a lui proprio attraverso le nostre umiliazioni “stanchi e oppressi”.
Questo Vangelo, dal sapore così consolante, dal tono un po’ ingenuo e con accenti di grande dolcezza, è composto da versetti rivoluzionari. Così si fa la rivoluzione, non con le bombe!
Per noi, manifestare la forza sembra una cosa necessaria, avvalersi delle proprie grandezze umane è rassicurante. Gesù invece con uno sguardo complice verso il Padre dice che la rivelazione della Vita non è data ai sapienti e ai dotti, ma ai piccoli. La scalata alla forza, al potere, alla scienza, conduce nel cuore di una tenebra nella quale si crede di potere e di sapere, mentre si regna su oscure nuvole passeggere i piccoli colgono la vita.
“Le hai rivelate ai piccoli”: questo ci fa comprendere che il Signore non vuole una fede che non cerca, che non studia, che non bussa. Ma che tutte queste cose vanno vissute per diventare piccoli e non grandi, innamorati e non dotti, umili e non brillanti, obbedienti alla Parola e non proprietari della legge.
Essere umili è realizzare pienamente la nostra umanità, perché ogni orgoglio ferisce la purezza della creazione – di cui siamo il capolavoro – e degrada l’uomo. Essere piccoli e umili vuol dire accedere alla gloria del Padre attraverso Gesù e la sua via d’umiltà, altrimenti ci perdiamo per le strade del mondo. E gran parte delle nostre fatiche vengono proprio dal nostro vagare nei labirinti che ci costruiamo. Gesù ci dà la sua Parola che è il filo di Arianna che ci porta alla libertà e al riposo. Andare, avanzare con lui, a lui legati da un giogo soave è crescere nella vita.
Se Gesù dice di sé che è mite e umile e che da lui dobbiamo imparare, vuol dire che non c’è un’altra via per giungere alla vita. Se non prendiamo su serio Gesù in un crescendo di appartenenza a lui e di cammino di pari passo (giogo), non gli apparteniamo e la nostra umanità non avrà la vita.
Questa conversione che Gesù ci chiede oggi è dura, faticosa e sconvolgente. Non la capiamo.
Dobbiamo ogni giorno ritornare alla scuola elementare della vita per imparare a leggere le vere Parole e a esprimere delle buone idee in modo corretto non con sagge ed eleganti dissertazioni, ma con la Vita.

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