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UN PASSO AVANTI

Finalmente una buona notizia nella travagliata, difficile, vicenda dei braccianti africani. Uno spiraglio di speranza.
La Prefettura di Cuneo ha convocato una riunione nella quale, in sostanza, si è stabilito il perimetro istituzionale entro il quale dev’essere affrontata la vicenda con le competenze dello Stato e della Regione. E’ un primo passo in avanti, concreto e concordato, dopo oltre un decennio di rimpalli con i comuni in prima fila e soprattutto il comune di Saluzzo a sobbarcarsi responsabilità.
Stamane, dopo le enunciazioni, ci saranno i primi provvedimenti pratici con una nuova riunione convocata in Prefettura che speriamo porti a concretezze.
Soprattutto: dove alloggeranno i braccianti africani che ora sono costretti a bivaccare tra parchi e portici? Il fatto che se ne discuta concretamente è un’ottima notizia per la quale va dato atto al Prefetto Giovanni Russo.
Siamo a luglio, la campagna frutticola è ormai nel vivo (quella per i mirtilli è persino agli sgoccioli) e occorre intervenire con decisione e coerenza. Lo hanno chiesto le molte associazioni convocate nei giorni scorsi dalla Caritas perché, come ha sottolineato don Luigi Ciotti, i braccianti “oltre le braccia hanno un corpo, sono persone. E sono vittime di un sistema economico”.
Così come vittime, nei fatti, lo sono anche gli inquilini dei palazzi di via Bagni i cui porticati sono da settimane il rifugio di almeno 170 lavoratori africani. Nelle pagine interne pubblichiamo la riflessione di Giorgio Camisassi che interviene con una lettera, condivisibile nel suo spirito, su questo problema che non può più essere ignorato.
Stato e Regione hanno firmato e concordato, dunque dovranno fare la loro parte così come la Provincia, le associazioni datoriali di categoria (Confagricoltura, Cia, Coldiretti), la Caritas, l’Associazione Papa Giovanni XXIII, gli otto comuni (su 34!) che si sono fatti carico della questione: Cuneo, Saluzzo, Busca, Costigliole Saluzzo, Lagnasco, Tarantasca, Verzuolo, Savigliano.
Resta però una domanda di fondo: cosa aspettano i nostri parlamentari a porre al Governo l’assoluta urgenza di una legge che regolamenti il lavoro stagionale, soprattutto con i flussi interni dei braccianti stranieri?
Alberto Gedda

 

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