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Domenica 19 luglio

Il Vangelo di oggi ci dice che in una creazione buona destinata dal padrone del campo a portare un frutto di luce è stato seminato qualcosa di male, una misteriosa pianta parallela al grano che rende il campo brutto e ci confonde le idee. Certo a volte siamo sedotti da queste piante parallele (papaveri e fiordalisi in un campo di grano sono tanto belli!) seduzione di breve durata e che rende scarso il raccolto, mentre il Creatore ha fatto bene le cose e vuole che tutti siano salvi.
Quando guardiamo il mondo, o anche solamente il nostro cuore, dopo una prima seduzione per la grandezza di ciò che possiamo vedere, se chiediamo al Signore: che cosa hai seminato? cioè se ascoltiamo la Parola, ci prende il panico. Quello che ammiriamo (i papaveri) non è ciò che il Creatore ha seminato. Allora come fare? Vorremmo contestare Dio che ci ha dato un grano sporco – è sempre importante trovare un colpevole! – però questa accusa cade presto.
Conosciamo poco Dio, ma quel poco ci basta per sentire la disonestà della nostra accusa. Quello del padrone del campo è un volto di Dio che non ci risolve il problema del male facendolo scomparire, ma nella pazienza aspetta che il nostro cuore, lavato e purificato dalla vita, sia pronto per essere raccolto nel granaio del Paradiso. La nostra accusa di “giudice ingiusto” ha vita breve, come i papaveri nel campo di grano.
E il Signore ci spiega che le cose grandi sono le più piccole, chi vuol essere il primo sia il servo di tutti. Il seme di senapa è il più piccolo seme e il lievito è invisibile nella pasta, eppure compiono grandi cose. Il semino di senape diventa un albero in cui le creature trovano riparo, mentre le carote e l’insalata restano terra a terra; così pure senza lievito la massa della pasta non sale. Se non mettiamo gli occhiali della Parola vediamo tutto confuso. Il Signore non condanna la nostra debolezza, non si stupisce se non vediamo lo splendore dei giusti, ma solo il sangue dei martiri scorrere, l’uomo ferito, il dolore che sommerge il mondo. Di fronte a tutto questo Dio non corre ai ripari mostrando la sua forza e sradicando il male, ma conducendo tutto verso il bene: è il mistero di Cristo, il mistero dello Spirito, mistero della storia dell’uomo destinato a splendere come il sole nel regno del Padre.

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