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Domenica 2 agosto 2020

Gesù si ritirò nel deserto. L’ingiustizia e l’orrore della morte di Giovanni Battista lo spingono a nascondersi per pregare.
Noi potremmo pensare che avrebbe fatto meglio a organizzare una rivoluzione, una sommossa popolare, per sbarazzarsi di un re che fa tagliare le teste solo per far piacere a una ragazzina e a sua madre, tipo di donna che usiamo definire una strega. Dio invece si ritira nel deserto. È un mistero che l’uomo fa fatica ad accettare.
Il deserto è il luogo dove Dio si è ritirato per lasciare all’uomo la bellezza del mondo creato; e ritirandosi provoca l’uomo ad assumersi le sue responsabilità. Solo gli uomini affamati e assetati, i poveri e quanti sono feriti dalla condizione umana lo cercano; da loro lui si fa trovare. Questo è il mistero delle “assenze di Dio” nella storia e con esse provoca l’uomo a cercarlo. Per quanti lo cercano il Signore sente compassione.
Anche nel suo apparente silenzio Dio chiama, offre, propone un’alleanza eterna, una comunione profonda. Vuole che noi scopriamo, attraverso le asprezze della vita, pur vedendo l’ingiustizia, il sopruso, il disprezzo dell’uomo per l’uomo, che lui rimane attento, che Gesù è il suo sguardo di compassione che ci raggiunge, ci tocca e ci guarisce. Lo sguardo di compassione ci chiama a uscire dalla follia da cui siamo tentati di sprecare la nostra vita. Sembra che la vita di Giovanni Battista sia sprecata. Invece sprecata è quella di Erode. Giovanni Battista ha portato a compimento la sua missione nella storia: aprire la porta a Cristo. Erode non ha vissuto la sua che era, come per coloro che hanno autorità, di condurre nella giustizia e nella pace gli uomini a diventare sempre più uomini.
Il modo di fare di Dio sorpassa infinitamente in attenzione, bontà e fantasia i piccoli programmi umani.
“Mandali a comperare”, dicono gli apostoli. Date voi stessi, date della vostra indigenza, risponde Gesù. L’importante non è ciò che voi potete calcolare, le vostre sicurezze, i vostri piani, ma il cuore con cui date.
Se non solo di pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, possiamo anche dire che non solo di pane vivono i nostri fratelli, ma anche di tutto ciò che dà loro il nostro cuore, di tutta la fede, speranza e carità con cui ci avviciniamo a loro e con cui li chiamiamo verso l’acqua che disseta.

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