Saluzzo: Da lunedì 14 si riprende a fare lezione: quasi tutti gli istituti sono pronti, nuove norme

Finalmente si torna in classe

SALUZZO Ci siamo! Lunedì 14 settembre (salvo clamorosi ripensamenti dell’ultima ora come auspicato da Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid, che si è pronunciato per l’apertura al 24 settembre in tutta Italia) suonerà la prima campanella dell’anno scolastico 2020-2021 in tutte le scuole tranne che alla Media Rosa Bianca, dove si ripartirà due giorni dopo, il 16 settembre, per consentire agli operai di concludere i lavori di messa in sicurezza della Bersezio e dell’Einaudi. Il ritorno in classe è molto atteso da tutti gli studenti di ogni ordine e grado, e segna la fine del lunghissimo lockdown scolastico, che dura da quel fatidico 22 febbraio. 7 mesi fa prese, infatti, il via quella che doveva essere una breve parentesi di Carnevale, e che la pandemia ha trasformato invece nel più lungo break dai banchi che la storia recente della scuola italiana ricordi. La prevenzione sarà uno dei punti cardine della ripartenza, con gli studenti chiamati a districarsi tra ingressi contingentati e diversificati, misurazione della temperatura, igienizzazione delle mani, distanze di sicurezza interpersonale e tra i banchi. Il virus ha cambiato le nostre abitudini e rischia di segnare profondamente quelle di una scuola che si porta dietro una fragilità strutturale endemica. Basti pensare nella vita quotidiana un insegnante tipo dovrà affrontare problematiche come quelle di correggere i compiti senza toccare i quaderni degli alunni, alzare la voce e farsi sentire sotto la mascherina, controllare che non ci siano contatti interpersonali tra gli allievi. Rigorosamente vietato scambiarsi materiale tipo libri o matite, men che meno le merendine. E in tutto questo dedalo di regole e misure “antivirali”, che fine farà la didattica? Dovrà essere messa in secondo piano dietro alle norme igieniche come qualche dirigente locale ha candidamente ammesso ai suoi stessi insegnanti? L’augurio alla vigilia di questa ripartenza è che non sia così e che prevalga il buon senso collettivo. Perché non dobbiamo dimenticare che la scuola non è solo un parcheggio dove lasciare i nostri figli quando siamo a lavorare ma che “Un bambino, un maestro, una penna e un libro possono fare la differenza e cambiare il mondo”. 
fabrizio scarpi
 

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