Saluzzo: Il secondo lockdown dal punto di vista dei giovani ragazzi

Disagi da clausura forzata

 Il secondo lockdown dal punto di vista dei giovani studenti. Questa categoria, alla quale molti saluzzesi appartengono è una delle poche alle quali il nuovo Dpcm si declina in modo più restrittivo.
 Privati di qualsiasi “scusa” per uscire (chi frequenta le scuole superiori non può infatti rivendicare impegni lavorativi o motivi di urgenza) e con la didattica a distanza i giovani sono infatti condannati ad una clausura forzata, eccezion fatta per la possibilità di svolgere attività fisica in prossimità della propria abitazione.
 Una clausura tanto più difficile se si considera che in giovane età i rapporti sociali sono tutto, e ogni cosa che si fa sul piano delle relazioni assume contorni più ampi e importanti. Andare a scuola non è solo sedersi sul banco, ma è sentirsi parte di qualcosa. È il ritrovo con gli amici all’ingresso prima del suono della campanella, è condividere la tensione per il compito e stemperarla fra qualche risata, è sedersi al proprio banco e sentire che quello è il tuo posto.
Sul Corriere in edicola giovedì 10 novembre, un'ampia inchiesta sul tema.

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