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Tempo di fare

È il tempo dei costruttori, come ha ribadito il nostro Presidente Sergio Mattarella: è il tempo del fare, del ragionare, dell’essere davvero una comunità attenta in una situazione molto difficile, drammatica.
Questi mesi vissuti con il pericolo del contagio ci hanno sfiancati ma non per questo dobbiamo rassegnarci. 
Anzi. L’arrivo dei vaccini, pur con tutti i ritardi e le difficoltà organizzative, non può che aprire nuove speranze per un futuro libero dall’incubo del Covid 19 e delle sue mutazioni che la scienza afferma d’essere pronta a debellare. Noi ci crediamo, ci dobbiamo credere guardando soprattutto ai più fragili come ci chiede insistentemente Papa Francesco.
Non c’è tempo per i forse, i ma, i distinguo, le elucubrazioni dei soliti “sapienti” sempre pronti a sedere sullo scranno e a giudicare tutto e tutti: dobbiamo invece avere piena fiducia nella scienza, quella scienza che – per esempio – ci ha sostanzialmente liberati dalla poliomielite così come da altre pandemie che sembravano invincibili. Ed ora c’è anche il vaccino realizzato in Italia. 
Ce la faremo anche questa volta, a dispetto dei disfattisti di sempre in cerca di autocelebrazioni. 
Arrivando alle follie dei “negazionisti” che inseguono le ambulanze…
I prossimi mesi saranno decisivi: «Vaccinarsi è una responsabilità morale», ha affermato a chiare lettere la commissione Covid-19 del Vaticano. Perdere tempo, rifiutarsi, procrastinare, dunque, è immorale. 
Ora non possiamo, non dobbiamo, smettere di credere, di sperare soprattutto per gli altri, per i più deboli, per rendere possibile un futuro sereno. 
Alberto Gedda

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