Saluzzo : La psicologa Isaia: «giovani vivono una sensazione di paralisi e angoscia»

Gli effetti del lockdown sui giovani

Nell'ambito della nostra terza inchiesta sui giovani e lo stravolgimento di abitudini sociali imposto dal lockdown, ci siamo rivolti alla  psicologa Daniela Isaia.
Nell'intervista, la dottoressa individua la sindrome della capanna come una tra le ripercussioni più diffuse durante i periodi di intermittente chiusura in casa. Si tratta di una condizione di disagio e smarrimento che può colpire qualsiasi individuo, anche se forse sono proprio i giovani a risentirne maggiormente. 
Insicurezza e frustrazione sono la conseguenza di rapporti di amicizia mantenuti via web e della costruzione di un “rifugio in casa” dal quale si fatica ad uscire. 
«Questo è sbagliatissimo perché li porta a non varcare più la soglia di casa, a una reazione emotiva che non è più naturale e che riconduce una sensazione di sicurezza legata esclusivamente all’ambiente domestico. I giovani adulti si sentono meno a disagio, rispetto a un adulto, a rimanere in casa perché continuano a socializzare sul mondo virtuale, che è il modo più sbagliato, ma è l’unico. Se parliamo degli adolescenti è diverso, perché sono i più fragili e devono riuscire a trovare la loro indipendenza». 
Quali sono state le conseguenze più immediate dell’attuale situazione?
«L’effetto lockdown ha creato un aumento di disturbi di ansia, di stati depressivi, alterazione del ritmo sonno-veglia e del rapporto con il cibo. I ragazzi riscontrano difficoltà nel rimanere concentrati nello studio, perché sono poco motivati e percepiscono un senso di solitudine generale. 
Quando l’interlocutore diventa bidimensionale non c’è più interazione e tutto risulta più appiattito e svuotato. 
Ne consegue una perdita della visione prospettica del futuro generalizzata. In particolare per le fasce di giovani adulti che frequentano l’università e che sono chiusi in una sensazione di impotenza, paralisi, angoscia, confusione e agitazione. Per quanto riguarda gli adolescenti va detto subito che è necessario adottare piani di recupero con la scuola, luogo chiave di posizionamento sociale. È un mondo diverso, più vario e vasto del nucleo familiare ed è un luogo non solo di apprendimento, ma anche di amicizie, alleanze e confronto». 

L'intervista completa sul Corriere di Saluzzo di giovedì 29 aprile 2021

Questo sito utilizza cookies per offrirti un'esperienza di navigazione migliore. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l’uso dei cookies. Maggiori informazioni.