Saluzzo: Andrea Rolando insegna Rappresentazioni della città e del territorio al Polimi

I social portano ad una falsificazione dei rapporti

La terza puntata della nostra inchiesta sui giovani, approda nelle aule universitarie per analizzare il cambiamento imposto dalla pandemia. Ne parliamo con  Andrea Rolando, 58 anni di Torino, docente di ruolo di Rappresentazioni della città e del territorio al Politecnico di Milano dove le lezioni in presenza sono riprese al 50%. 
Il corso del prof. Rolando si è tenuto durante il primo semestre. Gli studenti sono stati suddivisi all’interno di due aule, e le lezioni del professore sono state condensate in un’unica giornata. Insegna anche alla Milano Bicocca, Architettura e turismo, dove le lezioni al momento sono, invece, interamente a distanza.
«Ho sicuramente risparmiato sugli spostamenti. La vita è cambiata, e così anche la distanza Torino-Milano». 
Dopo quest’anno quali sono le sue considerazioni sulla Dad?
«Porta dei vantaggi e degli svantaggi. I vantaggi sono principalmente tecnici, soprattutto per quanto riguarda lezioni frontali e maggiormente teoriche: la facilità di interazione e di condivisione immediata dei materiali è evidente. Lo svantaggio è la mancanza della sfera sociale. Gli studenti non riescono a fare gruppo, e questa è la perdita più pesante. Ricordiamoci che la socialità e il confronto sono elementi essenziali nella formazione universitaria. A lezione come sul lavoro sono fondamentali».
La Dad e i social, hanno degli aspetti in comune?
«I social portano ad una falsificazione dei rapporti. Il profilo delle persone è costruito: mentre nella socialità “fisica” si è obbligati ad essere sinceri, sui social si tende a mostrare un’immagine di sé che è controllata. È ciò che si rischia anche con la Dad, che le persone si mostrino alle altre solamente attraverso un filtro».
Quali i risvolti della didattica online per la formazione?
«Parlando del Politecnico in particolare è necessario sottolineare come tutte le attività che prima si svolgevano normalmente, dalla creazione dei progetti, ai sopralluoghi, adesso avvengano con più difficoltà. Di sicuro abbiamo anche sperimentato attività nuove, particolari. Però sono convinto che sia necessario un ritorno alla didattica in presenza. Magari implementandola con gli strumenti che utilizziamo in Dad».

L'intervista completa sul Corriere di Saluzzo di giovedì 29 aprile 2021

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