Lavoro: Il punto di Elena Lovera

Scuole professionali molto sottostimate

La pandemia ha reso difficile pianificare le assunzioni con serenità e il mio pensiero va ai lavoratori e agli autonomi che da un anno sono fermi, con conseguenze disastrose nelle vite dei singoli: lo spettro del “sentirsi inutili e superati”, nella nostra società è pressante, ma non bisogna cedere e occorre sapersi adattare». Così dice Elena Lovera vice presidente di Confindustria Cuneo e di Ance Piemonte e Presidente della scuola edile di Cuneo. 
Sulle prospettive lavorative che emergono in pandemia, soprattutto per i ragazzi laureati e diplomati nell’ultimo anno, la Lovera spiega che nel 2020 il tasso di disoccupazione in provincia, risulta il più basso del Piemonte (4,6% contro il 7,5% medio regionale; lo stesso per la disoccupazione giovanile (15-24 anni), che è al 12,9% contro la media piemontese del 24,6%.  Al contrario, il tasso di occupazione cuneese nel 2020 è superiore a quello delle altre province piemontesi: 68,8% rispetto al 64,6%.
Quali vantaggi e svantaggi sono emersi dalla digitalizzazione?
«Dalle statistiche emerge un quadro tutto sommato positivo riguardo alle capacità di adattamento e di riorganizzazione di neodiplomati e neolaureati, grazie alla loro grande elasticità: aumenta la quota di dirigenti, tecnici e operai specializzati, mentre scende quella delle figure intermedie (è ampia la domanda di competenze digitali, “green” e trasversali). 
Nonostante ciò sono evidenti i limiti della didattica a distanza e della mancanza di relazioni interpersonali: la scuola in presenza è insostituibile»

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