Dronero: La Bottega di Marta, luogo di incontro

Cucire, stirare e... imparare l'italiano

La Bottega di Marta è operativa da maggio nei nuovi locali dell’ex convitto di via Roma 14 messi a disposizione dalle Opere Pie Droneresi. Emanazione dell’associazione San Vincenzo De Paoli, è un laboratorio di cucito e stireria, nato a Dronero nell’ottobre 2017 in zona Oltre Maira con l’obiettivo di creare un luogo di incontro e di partecipazione per le donne, italiane e straniere, residenti sul territorio. Tra le volontarie impegnate al laboratorio, Gina Bronzetti spiega la funzione sociale di questa attività, rivolta in particolare alle donne straniere.
«Siamo operativi il mercoledì ed il venerdì dalle 9 alle 12. Chiunque avesse bisogno di piccole riparazioni o lavori di stireria può venirci a trovare. Le offerte ricavate dei lavori eseguiti sono distribuite alle donne che partecipano alle varie attività, esclusivamente sotto forma di pagamento di utenze o ad esempio per l’acquisto di libri, aiuti per le spese mediche».
Ma la bottega è diventata un’occasione per stare insieme davanti a un buon caffè o un the preparato secondo le usanze marocchine, raccontare le proprie difficoltà, ricevere consigli, imparando, nel frattempo, con l’aiuto delle volontarie sarte, a cucire un orlo, oppure stringere un abito. «Ci sono stati in questi anni dei bei momenti di condivisione: abbiamo mangiato insieme i piatti cucinati secondo le varie ricette delle partecipanti ed abbiamo sperimentato una vera integrazione, i pregiudizi sono stati abbattuti e si è imparato che, attraverso la conoscenza, è possibile superare molte barriere sociali e culturali».
Tre donne che frequentano il laboratorio hanno partecipato ad un breve borsa lavoro presso una struttura e due stirerie del posto, per acquisire maggiori competenze nel campo ed è stata avviata una collaborazione con l’Istituto alberghiero di Dronero per il lavaggio e lo stiro della biancheria usata dalla scuola. 

Nella foto il laboratorio nei nuovi locali di via Roma

L’intervista completa sul Corriere di giovedì 3 giugno 2021



 

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