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Bogre: un film intenso


“I perseguitati non hanno sempre ragione ma i persecutori hanno sempre torto”: questa affermazione del filosofo francese Pierre Bayle è il sigillo, direi la ragione, del docu-film “Bogre” di Fredo Valla. Un lavoro intenso, minuzioso, attento nella ricostruzione e nelle motivazioni con il coinvolgimento di numerosi studiosi, storici e teologi, per capire che cosa è successo in quegli anni ancora poco conosciuti del Medioevo.
Valla si è messo, per anni, sulle tracce dei Catari in un cammino che l’ha portato dalla Bulgaria alla Francia passando per l’Italia con una tensione per l’attenzione al racconto di una comunità religiosa che credeva nel dualismo (bene e male, diavolo e Dio) che veniva chiamata in vari modi: i Catari, i Borgomilli, i buoni uomini…. Gente che è stata sterminata, bruciata, torturata, incarcerata. 
Per rendere le pagine più dure e difficili della storia – un film è un’opera da vedere, quindi tutto dev’essere mostrato – Fredo si è avvalso di Michelangelo Tallone che ha costruito statuine di terracotta senza volto che hanno evocato efficacemente battaglie e roghi, mentre due attori hanno legato il racconto: Giovanni Lindo Ferretti leggendo pagine terribili dell’inquisizione, Olivier De Robert dando vita ad una storia nella storia efficacissima usando “solo” la parola. Molto bella la colonna musicale.
Sicuramente tra i lavori firmati da Fredo, fra sceneggiature e regie, questo di “Bogre” è davvero il suo film, tagliato su misura ai suoi interessi, al suo essere da sempre minoranza nella minoranza. Soprattutto degli intelligenti. 
Alberto Gedda

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